Oltre 70 produttori, circa 200 tipologie di formaggi, migliaia di visitatori arrivati da tutta Italia e, per la prima volta in maniera significativa, anche dall’estero. La quarta edizione di Casearia – Fiera Nazionale dei Formaggi Italiani, conclusasi il 30 agosto ad Agnone, consegna al territorio un bilancio decisamente positivo e conferma la manifestazione come uno degli appuntamenti di riferimento del comparto lattiero-caseario nel Centro-Sud.
Tre giornate che hanno trasformato Agnone in una grande vetrina della biodiversità casearia italiana, con una presenza sempre più consistente di produttori, operatori del settore e pubblico. Significativo anche l’ampliamento degli spazi: la nuova tensostruttura ha portato la superficie coperta complessiva a circa 1.200 metri quadrati, quasi il doppio rispetto alla precedente edizione.
Una crescita che non riguarda soltanto gli allestimenti. Secondo i dati forniti dagli organizzatori, oltre il 70% dei visitatori è arrivato da fuori regione, con presenze da Roma, Modena e da numerose altre località italiane. A questi si sono aggiunti visitatori stranieri, confermando la capacità della manifestazione di intercettare un pubblico sempre più ampio.
«Casearia mostra un aumento di qualità negli allestimenti e una programmazione molto varia, che è stata apprezzata dai visitatori e dai produttori», ha sottolineato Giuseppe Di Pietro, presidente dell’associazione Casearia, evidenziando le prospettive che si aprono per il futuro.
A sostenere l’organizzazione dell’evento sono state circa 40 persone tra staff e organizzazione, affiancate da 60 addetti all’allestimento provenienti da sei imprese del territorio. Un lavoro preparatorio durato circa un anno e realizzato da EM Live e dall’associazione Casearia, con il sostegno di istituzioni e partner.
Il successo della manifestazione si misura anche nelle ricadute economiche sul territorio. Dal 2023 Casearia avrebbe contribuito, secondo le stime degli organizzatori, a riempire circa 500 posti letto a ogni edizione tra Agnone, Belmonte del Sannio, Bagnoli del Trigno e Capracotta, generando inoltre movimento per ristoranti, negozi, panifici e attività artigianali.
In quattro edizioni, il trade complessivo generato dalla manifestazione ha raggiunto i 6 milioni di euro.
Numeri che spiegano perché Casearia venga considerata sempre più come uno strumento di promozione territoriale. Il progetto prevede infatti circa nove mesi di attività di marketing, finalizzate anche alla destagionalizzazione dei flussi turistici e alla valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e produttivo dell’Alto Molise.
«È gratificante vedere arrivi dall’estero: significa che il lavoro che stiamo portando avanti sta dando riscontri concreti sul territorio», ha commentato Erasmo Di Pietro, responsabile di EM Live, ricordando anche i tour turistici organizzati per accompagnare i visitatori alla scoperta di Agnone e dell’area circostante.
Il cuore della manifestazione è rimasto naturalmente il formaggio, con un viaggio attraverso la straordinaria varietà delle produzioni italiane: dal latte crudo alle lavorazioni artigianali, dalle lunghe stagionature agli affinamenti in grotta.
Accanto alla tradizione hanno trovato spazio anche sperimentazioni e produzioni più originali, tra erborinati, formaggi aromatizzati con erbe e spezie, affinamenti particolari e collaborazioni tra caseifici e cantine vinicole.
Una ricchezza che ha attirato anche gli operatori professionali, interessati a individuare nuove produzioni e possibili collaborazioni commerciali.
Particolarmente significativo il ritorno di espositori e visitatori già presenti nelle precedenti edizioni. Una continuità che, per gli organizzatori, rappresenta uno dei segnali più concreti della crescita della manifestazione.
Ricco anche il programma degli appuntamenti. Dall’inaugurazione ufficiale alla presenza del sottosegretario alle Politiche Agricole Luigi D’Eramo, ai laboratori Coldiretti dedicati alle famiglie, passando per gli spettacoli serali, gli showcooking e le masterclass.
Tra gli ospiti più seguiti Luca Pappagallo, volto di Food Channel, e il conduttore televisivo Peppone Calabrese. Grande attenzione anche per le masterclass dedicate all’abbinamento tra formaggi e spirits, curate dal campione mondiale di bartending Bruno Vanzan.
Spazio inoltre ai Casearia Awards, realizzati in collaborazione con l’ONAF, che hanno visto competere 76 formaggi provenienti da 35 aziende di dieci regioni italiane. Venti giudici Maestri Assaggiatori ONAF hanno valutato i prodotti in forma anonima, premiando complessivamente nove caseifici.
Un riconoscimento pensato per valorizzare in particolare le realtà e i prodotti a pasta filata, aperto ai caseifici indipendentemente dalla loro partecipazione alla fiera. La quarta edizione lascia dunque in eredità una manifestazione cresciuta nei numeri, nella qualità e nella capacità di attrarre pubblico da lontano. Ma soprattutto consolida un modello nel quale una fiera dedicata alle eccellenze agroalimentari diventa strumento di promozione dell’intero territorio.
E Casearia non sembra intenzionata a fermarsi. Il prossimo appuntamento è già in programma a dicembre, quando Agnone ospiterà un convegno nazionale dedicato al rapporto tra cibo e arte, organizzato dall’associazione Casearia ed EM Live con la partecipazione di docenti di livello europeo.
Per l’Alto Molise, insomma, Casearia è ormai molto più di una manifestazione fieristica: è una vetrina nazionale, un attrattore turistico e un motore economico. E soprattutto il segnale che anche il Centro-Sud può giocare da protagonista nella valorizzazione delle grandi eccellenze agroalimentari italiane.

















