«L’esclusione dell’Alto Molise dall’elenco delle zone carenti di Pediatria di libera scelta per il 2026 rappresenta un altro colpo basso a una comunità già costretta a fronteggiare il progressivo smantellamento della sanità pubblica».
È durissimo l’intervento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Greco, che annuncia di aver diffidato Asrem, Regione Molise e Struttura commissariale sulla mancata previsione di una zona carente di Pediatria nell’Alto Molise.
«Credo che la misura sia colma – afferma Greco – motivo per cui ho diffidato l’Asrem e, per quanto di competenza, la Regione Molise e la Struttura commissariale». Secondo il consigliere, da oltre tre anni l’area tra Alto Molise e Alto Abruzzo sarebbe priva di un presidio pediatrico territoriale fondamentale per circa 500 bambini.
«Una scelta gravissima – sostiene Greco – che calpesta l’articolo 32 della Costituzione italiana e cancella il diritto primario all’assistenza territoriale». Il problema, sottolinea, riguarda soprattutto la quotidianità delle famiglie: «Siamo di fronte alla negazione del livello minimo essenziale ed esigibile di cura: un controllo del peso, una valutazione della crescita, la gestione di una febbre improvvisa o il semplice rilascio di un certificato».
Per effettuare controlli e visite di routine, prosegue Greco, «oggi tanti, troppi cittadini sono costretti ad affrontare decine di chilometri verso gli ospedali di Isernia o Venafro», con difficoltà che «d’inverno sono acuite da neve, ghiaccio e gelo». Greco contesta anche le modalità con cui sarebbero state individuate le zone carenti per il 2026. «Mentre nel resto della regione la presenza dei pediatri di famiglia è assicurata e spesso potenziata, ad Agnone si azzera tutto con freddi calcoli numerici, scollati dalle reali esigenze dei territori».
Secondo le informazioni raccolte dal consigliere, per il 2026 sarebbero state individuate nuove sedi a Isernia e Venafro, mentre la proposta non avrebbe ottenuto l’assenso delle organizzazioni sindacali nel Comitato aziendale per la Pediatria di libera scelta.
Greco richiama quindi l’articolo 12, comma 9, dell’Accordo collettivo nazionale, sostenendo che, in assenza di una posizione unitaria, le determinazioni siano valide soltanto con il voto favorevole della parte pubblica e dei sindacati rappresentativi di almeno il 50% più uno delle deleghe. «Se questa maggioranza non è stata raggiunta, la parte pubblica non poteva decidere da sola. Non è un cavillo banale: è una questione che riguarda la validità della decisione».
La diffida è accompagnata dalla richiesta di «una dettagliata richiesta di atti e informazioni». Greco annuncia di voler conoscere «gli atti prodotti, i criteri applicati, l’esito delle votazioni e i dati utilizzati», compresi quelli demografici divisi per Comune e fasce di età, l’elenco dei pediatri presenti nel distretto, il numero dei minori residenti in Alto Molise e «le reali distanze chilometriche che separano le nostre abitazioni dagli ambulatori esistenti».
E conclude con un messaggio netto: «Se la decisione è legittima, Asrem faccia chiarezza e lo dimostri. Ma se manca la maggioranza richiesta dall’Accordo collettivo, sospenda il procedimento e corregga la scelta. I diritti dei nostri figli vengono prima di qualsiasi logica burocratica e vanno difesi da qualsiasi irregolarità», conclude Greco, assicurando che utilizzerà «ogni strumento istituzionale a disposizione finché l’assistenza sanitaria dei più piccoli tornerà a essere un diritto certo, ovunque».
Ora la parola passa agli organismi chiamati in causa. Saranno gli atti ufficiali e la documentazione richiesta dal consigliere a chiarire se la procedura seguita per il 2026 sia stata corretta e se le esigenze dell’Alto Molise siano state adeguatamente considerate.













