Superare la frammentazione degli interventi, rafforzare i servizi, migliorare le infrastrutture e creare concrete opportunità di lavoro per i giovani. Sono questi i punti centrali del Manifesto per le Aree Interne, elaborato dal sindaco di Pescocostanzo
Pasquale Del Cimmuto ha presentato nei giorni scorsi nel corso della prima edizione degli Stati Generali del Lavoro.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Pescocostanzo insieme alla Regione Abruzzo e alla Provincia dell’Aquila, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del Governo, del mondo delle imprese, del sindacato e dell’innovazione. Tra i partecipanti anche il portavoce del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, l’ex segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, Francesco Caio, presidente di Caio Digital Partners ed ex amministratore delegato di Poste Italiane, il presidente di Contrasporto e vicepresidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia Pasquale Russo e il direttore generale di Casartigiani nazionale Pier Paolo De Angelis.
A moderare il confronto Lina Lucci, che ha curato l’organizzazione dell’appuntamento.
Il nodo dello spopolamento giovanile.
Al centro del Manifesto c’è soprattutto la questione demografica e, in particolare, la fuga dei giovani.
Secondo i dati richiamati nel documento, tra il 2019 e il 2026 circa 18.090 giovani abruzzesi tra i 18 e i 35 anni hanno lasciato la regione.
Un fenomeno che rischia di impoverire ulteriormente le comunità dell’entroterra e di comprometterne le prospettive future.
«Ai giovani non possiamo chiedere soltanto attaccamento alle proprie radici o spirito di sacrificio – sottolinea Del Cimmuto –.
Dobbiamo offrire loro condizioni concrete per costruire una vita, una famiglia e un percorso professionale nei territori nei quali sono nati.
Restare non deve rappresentare una rinuncia, ma una scelta libera, sostenuta da diritti, servizi e opportunità».
Una rete tra Comuni e una programmazione stabile . l documento individua alcune delle principali criticità delle aree interne: spopolamento, redditi mediamente più bassi, carenza di servizi sanitari, desertificazione bancaria, divario digitale, difficoltà nei servizi per l’infanzia e fragilità organizzative delle amministrazioni locali.
Secondo il sindaco di Pescocostanzo, la risposta non può essere affidata a interventi isolati. «Le aree interne custodiscono un patrimonio naturale, sociale, culturale e produttivo straordinario e possono diventare autentici laboratori di sostenibilità e innovazione», sostiene Del Cimmuto, indicando nella collaborazione tra territori una delle chiavi per affrontare le criticità.
Il Manifesto propone infatti la realizzazione di reti tra Comuni contigui, appartenenti a bacini sociali ed economici omogenei. In questa prospettiva, le Green Communities possono rappresentare uno strumento operativo per valorizzare il capitale naturale, sociale e culturale e costruire un modello di sviluppo più equilibrato.
Fondi strutturali, infrastrutture e servizi
Una parte importante del documento riguarda inoltre le modalità di assegnazione e utilizzo dei fondi strutturali. La moltiplicazione di bandi e finanziamenti, si sottolinea nel Manifesto, non sarebbe stata accompagnata da una visione complessiva dello sviluppo, producendo spesso interventi scollegati e incapaci di generare effetti duraturi sulle dinamiche demografiche, economiche e occupazionali.
Da qui la richiesta di una programmazione di ampio respiro, capace di colmare il divario infrastrutturale, migliorare i trasporti, rafforzare la sanità territoriale, garantire una connessione digitale stabile e sostenere concretamente famiglie e imprese.
L’appello è rivolto a Governo, Regione, Province e istituzioni competenti, affinché anche le amministrazioni locali più piccole siano coinvolte direttamente nei processi decisionali e nella distribuzione delle risorse.
«Non un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso».Il Manifesto, nelle intenzioni dei promotori, non vuole essere soltanto il documento conclusivo di un appuntamento, ma l’avvio di un confronto destinato a proseguire nel tempo sulle condizioni economiche e sociali delle comunità montane.
«Questo Manifesto non rappresenta un punto di arrivo – conclude Del Cimmuto – ma l’inizio di un percorso. Pescocostanzo vuole contribuire a costruire una nuova visione delle aree interne, fondata sul lavoro, sulla partecipazione e sulla qualità della vita. Il futuro di questi territori riguarda l’intero Paese e non può più essere rinviato».

















