Quindi la mia idea di riportare i cavalli quassù, tra distese erbose ed innevate, sui sentieri fino a quelli più alti, in un maneggio in legno elegante e funzionale, non è una disinvoltura: è il segno della conoscenza, dell’esperienza, della fantasia e della responsabilità verso la propria terra.
E, forse, non lo so, qualcuno è perfettamente d’accordo, si chiama Giorgio Trilli.
Perché a leggere il dépliant, che l’Associazione Transappenninica mi ha omaggiato durante la mia visita al villaggio adiacente al campo di calcio e consistente in ben 125 box per il ricovero di splendidi cavalli, trovo scritto come collaboratore locale proprio lui, un roccolano che con i cavalli ci ha avuto a che fare dalla nascita. Sono così contento.
Già qualche anno fa per una iniziativa simile fui chiamato a parlare brevemente di Roccaraso e incontrai cavalieri e amazzoni, entusiasti del territorio che avevano attraversato incrociando sentieri e prati verdi.
Quei percorsi che diversi anni fa seguirono i cavalli della Federazione in preparazione per una Olimpiade di cui non ricordo l’edizione. Quei percorsi e quel maneggio, ormai diruto, che per qualche decennio frequentarono tanti turisti appassionati del cavallo e che su questi altopiani portarono in “vacanza” anche quelli di proprietà.
Saranno quelli odierni quattro giorni intensi sia per i percorsi che sottoporranno i cavalli a “piacevoli” sacrifici in quota, sia per i cavalieri e le amazzoni che scopriranno posti incantevoli. Gli alberghi, che hanno dato la loro adesione per l’ospitalità, riaprono i battenti e ampliano il lavoro in vista della stagione invernale.
Quante iniziative si potrebbero mettere in atto! E tutte le attività ne trarrebbero quel beneficio tanto auspicato per amplificare le due classiche stagioni lavorative. Il cavallo e tutto ciò che intorno ad esso ruota sono convinto sia effettivamente quell’elemento di attrazione che rilancerebbe la nostra attività turistica, che così sarebbe ricca e perfino elegante.
Voglio sperare che si abbandonino sporadiche e insignificanti attività calcistiche di seconda mano, che ormai riguardano altri luoghi del territorio allargato dell’Alto Sangro e ci si dedichi a individuare e perseguire iniziative più qualificanti, atte a riportare la “Regione degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo”, così definita nel suo libro ad essa dedicata dal Prof. Francesco Sabatini, a livelli che nel passato avevano caratterizzato in maniera incomparabile la nostra presenza tra le migliori località della montagna italiana.
È un auspicio? Certamente, e il mio predicare voglio sperare sia recepito prontamente: vero Giorgio?
Ugo Del Castello















