C’è da fare una riflessione sulla Roccaraso odierna: questa località turistica e sciistica centenaria si pone al cospetto della domanda turistica in modo corretto? Ma c’è di più, la domanda va rivolta anche alle altre località turistiche degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo: Rivisondoli, Pescocostanzo e Rocca Pia.
È ciò che si dovrebbe chiedere a ogni roccolano e a tutti gli altri abitanti del circondario, quindi la maggioranza di loro, perché traggono il prevalente sostentamento dall’economia che ne deriva.
Quella turistica è un’economia particolare, perché si basa fondamentalmente su una scelta emotiva che non è una ragione di vita, è il piacere di donare al proprio corpo, al proprio spirito un periodo di riposo sì, ma di corroborante impegno fisico e di piacere contemplativo, emozionale.
Ecco, è a questa semplice, per certi versi, ma complicata ragione che ogni operatore turistico deve rispondere, per offrire il proprio e ottimale servizio turistico. È però necessario coordinare ogni offerta proposta in tal senso.
E qui entra in gioco quella che si può definire l’attività di squadra che, come si può facilmente comprendere, non può prescindere dall’essere unica ed unitaria. Perché ognuna di queste località possiede peculiarità diverse dalle altre e che perciò devono essere messe a regime in maniera integrata. La realizzazione nel passato di due piste di ghiaccio, una coperta a Roccaraso e una scoperta a Pescocostanzo, con la chiusura di quest’ultima per evidenti ragioni climatiche, dovrebbe aver insegnato proprio quella necessità di coordinamento invocato.
L’argomento così esposto ci mette immediatamente davanti al dovere di agire una volta per tutte in maniera scientifica, perché esistono tecniche multidisciplinari che consentono, attraverso lo studio di una località, di un comprensorio, di effettuare un percorso di verifica, fin dalla nascita dell’attività svolta, delle infrastrutture messe a disposizione del turista e trattandosi di località di montagna, quindi con due stagioni da poter offrire, se queste sono state opportunamente sviluppate e valorizzate, anche con una promozione efficace.
Quindi conoscere lo stato attuale della conseguente economia turistica. A questo punto c’è da chiedersi come si deve proseguire, quali sono gli elementi valorizzanti, sia infrastrutturali che organizzativi, che devono essere programmati e realizzati per andare incontro alla più attuale domanda espressa da quel turista che tendenzialmente desidera frequentare questo territorio.
Insomma è finito il tempo dell’improvvisazione o ancor peggio quello del naso all’insù ad aspettare che nevichi. È sufficiente guardare alle azioni che stanno portando avanti le località dell’arco Alpino per rendersi conto, in base ai dati che da più parte emergono e in riferimento ai cambiamenti climatici sempre più ostili verso la caduta almeno sufficiente della neve, nonché dalla ridotta disponibilità finanziaria davanti ad uno sport divenuto estremamente costoso, che la percentuale di attività turistica e di ospitalità si è progressivamente capovolta e ormai la cosiddetta “Stagione della neve” è cambiata nella “Stagione verde”.
Rivisondoli e Pescocostanzo, non so Rocca Pia, a primavera andranno al rinnovo delle amministrazioni comunali; a Roccaraso toccherà il prossimo anno. L’esperienza ci insegna che l’unica preoccupazione messa in campo in queste occasioni è quella di formare una o più liste e perciò ci si muove in tal senso e a senso unico, con l’unico
risultato che nei vari incontri ci si preoccupa di trovare adesioni più o meno convincenti.
Io a Roccaraso ci ho provato ben due volte come candidato sindaco e portavo con me il programma da illustrare e sul quale ottenere innanzi tutto il consenso, ovviamente con le proposte cancellazioni e le dovute integrazioni, per avere di conseguenza l’adesione alla lista da candidare.
Non ci sono riuscito, perché il discorso puntava solo ed esclusivamente sulla capacità di quel determinato soggetto di portare voti a prescindere. Il mio è stato un fallimento. Però continuo a girarmi intorno e vedo il nulla. A voi l’ardua sentenza.
Ecco, ho scritto questa piccola riflessione che vuole essere, come avrete capito, in primo luogo la constatazione di una situazione per niente rosea dell’economia turistica locale.
È inutile che mi ripeta, perché segnali molto forti emergono ogni giorno in maniera poco rassicurante, se solo si fa riferimento all’attività alberghiera, caposaldo della migliore attività turistica, in piena crisi. In secondo luogo, a mio modesto avviso, di lanciare un consiglio su come si dovrebbe muovere chi vuole porsi alla guida del paese e con l’imprescindibile sguardo rivolto alle altre località del territorio.
Perciò cadere ancora una volta nell’errore di arrivare a formare una lista e poi, nell’ultima oretta rimasta a disposizione per gettare su un foglio quattro righe di un rabberciato e inutile programma è opera suicida. Non si può continuare a scrivere sulla stessa pagina altrimenti si resta al palo. Non c’è più tempo.
Ugo Del Castello
















