Vi prego, non chiamatemi “bastian contrario”, perché apprendere che questo territorio vuole nuovamente candidarsi ad ospitare una o forse due gare di Coppa del Mondo di sci Alpino, presumo femminile, mi riempie di gioia, visti i miei trascorsi sulla ricerca storica dello sci a Roccaraso.
La prima volta è accaduto agli inizi degli anni Duemila e il percorso formativo, se così si può definire, imposto dalla F.I.S. (Federazione Internazionale Sci) e dalla F.I.S.I. (Federazione Italiana Sport Invernali) fu quello di organizzare nel corso di alcuni anni manifestazioni sciistiche di rilevanza crescente.
E così, passando dalle varie gare FIS alla Carving Cup e alla sua Finale Mondiale, a quelle di Coppa Europa, si giunse alla Finale di Coppa Europa nel 2005 e si ottenne l’organizzazione dei Campionati Mondiali Juniores di sci Alpino, che si svolsero nel 2012. Il passaggio successivo doveva farci approdare alla organizzazione di una gara di Coppa del Mondo femminile.
Nel 2018, in virtù delle varie scoperte storiche dello sci roccolano, organizzai la cerimonia per l’apposizione di una targa celebrativa della nascita della prima scuola italiana di sci, sorta a Roccaraso nel 1932 ad opera di tre maestri di sci ampezzani. Vennero da Cortina d’Ampezzo per l’occasione Enrico e Giovanni Valle, figli di due di quei maestri.
E durante la cerimonia, Enrico, che nel suddetto periodo di formativo di Roccaraso aveva rivestito il ruolo di vice presidente della F.I.S.I., ci rivelò che probabilmente Roccaraso ne avrebbe ricevuta una seconda di gara, tanto era l’interesse delle due Federazioni di portare, praticamente quasi in mezzo al bacino del Mediterraneo, quelle gare di sci. Purtroppo questo non accadde, tutto si fermò e si perse. Non è questa l’occasione per parlarne.
Oggi ci riproviamo e questa notizia non può che far piacere a tutto il territorio e far sì che ognuno nel proprio intimo e nel proprio ruolo, anche di semplice spettatore ne sia orgoglioso e qualora dovesse accadere ne diventi protagonista nel suo piccolo.
Ma, e sì, per me, c’è un ma, perché oltre ad essere propositivi si deve essere anche profondamente realisti e vi spiego perché.
L’organizzazione di tali manifestazioni, che comportano la presenza in contemporanea degli atleti, degli addetti alle squadre, dei giornalisti e televisioni, degli organizzatori, presuppongono un numero rilevante di posti in albergo. E a mio giudizio è qui che cade, come si suol dire, l’asino. Vi chiedo: oggi ci sono alberghi con un numero sufficiente di posti letto per organizzare tale manifestazione?
Da una quindicina di anni circa l’Alto Sangro e in primis Roccaraso sono tornati a stendere sull’intero territorio centinaia di appartamenti di seconde case. Di contro gli alberghi sono diminuiti e quelli esistenti non hanno tenuto il passo con strutture idonee ad assicurare l’ospitalità di manifestazioni sciistiche di alto livello, semplicemente perché non se ne sono più organizzate.
A Roccaraso il Grande Albergo ha chiuso i battenti con le sue cinquanta camere e da quello che si sente in giro qualche altro albergo è stato venduto ed altri alberghi dovrebbero seguire la stessa sorte. Il problema come si può intuire è enorme, perché gli acquirenti degli immobili sono prevalentemente società dedite alla loro trasformazione in ulteriori seconde case.
Una località turistica che si rispetti, soprattutto se è anche una località sciistica che vuole essere sede della importante manifestazione sportiva, quale è la Coppa del Mondo di Sci, che richiede non solo piste e impianti all’altezza, ma una capacità di ospitalità adeguata, dovrebbe essere costantemente aggiornata nelle complessive strutture da mettere a disposizione.
Il Comprensorio sciistico dell’Alto Sangro lo è sicuramente per quanto riguarda l’aspetto sciistico, ma è sempre più carente per quanto riguarda l’ospitalità alberghiera. E si sa, prima di ottenere una manifestazione sportiva di così rilevante importanza le verifiche che vengono attuate preventivamente sono dirimenti.
Ugo Del Castello













