

(scritte apparse nel centro città)
“C’è qualcuno che non sa, più cosa è un uomo. C’è qualcuno che non ha, rispetto per nessuno. C’è chi dice no, c’è chi dice no, io non mi muovo…”
Semplicemente illuminanti sono queste frasi della famosa canzone di Vasco Rossi, per spiegare e narrare la protesta promossa domenica dal tifo organizzato della Curva Nord “Michele Scorrano” (voto 10).
Una forma di dissenso che va oltre una semplice partita di calcio, ma che affonda le sue radici nel sacro temenos dedicato alla giustizia sociale, in quel liturgico recinto consacrato al culto dei valori fondamentali della democrazia come la sovranità popolare, un basilare principio che, oggi, si cerca sempre più di svuotare del suo significato più autentico.
La diserzione dai gradoni della quasi totalità delle tifoserie organizzate dei tre gironi della Serie C è dovuta e causata alla presenza delle squadre B, formazioni di paglia, appendici cancrenose dei grandi e milionari club di Serie A, che non solo vengono proiettate d’autorità direttamente nella terza serie nazionale, saltando di fatto tutta la trafila a cui tutte le altre società calcistiche sono invece chiamate rigorosamente a scalare ma, soprattutto, cosa più grave, sottraggono, anno dopo anno, sempre più posti a città capoluogo o semplici province che rappresentano da sempre il vero calcio italiano.
Una forzatura, così come tante altre, avallata e favorita dalla Federazione, le cui scelte, unilaterali e per noi anche molto discutibili, stanno portando il gioco più bello del mondo al suo inesorabile tramonto.
Un Calcio sempre più lontano dalla gente comune e sempre più asservito alle potenti lobby affaristiche che, senza vergogna alcuna calpestano con impunita baldanza: amore, tradizione e passione di milioni di tifosi.
Pertanto, solo curando la miopia dei più, nei confronti di queste insopportabili prevaricazioni, si potranno comprendere le ragioni più nobili di questo grido di ribellione contro la conformità, di questo invito a non rimanere indifferenti. Non di certo per far mancare il proprio incondizionato amore e il proprio inesauribile sostegno alla squadra del cuore.
Un’assenza capita e giustificata anche dalla dirigenza rossoblù che, attraverso la voce del vicepresidente Nicola Cirrincione ha voluto sottolineare il fondamentale sostegno che gli ultras dimostrano sempre e ovunque, e dedicando proprio a loro la preziosa vittoria. Chapeau (voto 10).
A Terni, come in tutte le altre trasferte del Lupo, gli ultras arriveranno in massa; i pavidi omini da tastiera ci saranno…? (senza voto, semplicemente non qualificabili)
Per quanto riguarda il secondario e mero aspetto della cronaca sportiva, il Campobasso (voto 7), con questa gradevole e determinata vittoria contro la Juventus Next Gen, balza nelle alte quote della classifica. Al bel gol di tacco subito per opera del forte attaccante ospite Deme (27′), i rossoblù hanno reagito con ordine ed equilibrio, accorciando gli spazi e mostrando un buon fraseggio di gioco che, nel secondo tempo, anche in parte favorito dall’espulsione dello juventino Gunduz (42′), hanno praticamente schiacciato la squadra bianconera nella propria metà campo, pareggiando e ribaltando il risultato con due perle di rara bellezza balistica.
Quella di Agazzi prima (66′) e quella di “Infrangibile” Cristallo subito dopo (70′); per la bellezza delle marcature, che da sole ingentiliscono gli animi, meritano entrambi un’ulteriore pacca sulla spalla (voto 7,5).
Da sottolineare anche il fermo e ottimo arbitraggio del giovane Kovacevic da Arco Riva (voto 7).
Tiriamo fuori gli zaini, iniziamo a preparare i panini, tutti insieme per colorare di rossoblù la verde Umbria…
















