Il computer e la sua memoria non c’entra nulla.
RAM nel nostro caso significa Regional Air Mobility ed è l’iniziativa lanciata nel 2025 dall’ Ente Nazionale per l’Aviazione Civile per creare una rete di collegamenti aerei a corto raggio tra piccoli aeroporti. L’obiettivo è migliorare la connessione tra le aree interne del Paese e i versanti adriatico e tirrenico.
Detto questo il lettore penserà che io voglia far riemergere la storia del primo aereo italiano con gli sci che i primi di marzo del 1930 l’allora Ministro della Regia Aeronautica Militare Italiana, Italo Balbo, sperimentò nel campo di volo di Pescocostanzo. No, sarei ripetitivo e il 2 marzo, quel giorno, è passato da poco: è ormai storia.
Voglio invece avvicinare la memoria agli anni successivi a cavallo tra il Sessanta e il Settanta, quando il generale Rossini, (non ricordo il nome) dell’Aeronautica Militare Italiana, che veniva in villeggiatura al Grande Albergo di Roccaraso pensò che sul Piano delle Cinque Miglia si poteva realizzare un piccolo aeroporto turistico.
E così si impegnò per tre anni a condurre studi sulla meteorologia del luogo e di tutti quei parametri che portassero al compimento dell’idea. Idea che era rivolta a qualificare ulteriormente l’offerta turistica dei tre paesi degli Altopiani dei quali si era ormai innamorato.
Ma, in maniera recondita, poteva anche diventare un aeroporto in quota dell’Aeronautica. Il luogo migliore fu così individuato parallelamente alla Strada statale 17 nel bel mezzo del Piano e nell’ultima parte del territorio di Rocca Pia. In questo Comune depositò gli atti propedeutici con i dati raccolti, domande varie e autorizzazioni superiori propedeutiche ricevute.
L’allora Ministro dei Trasporti Remo Gaspari, entusiasta dell’idea per una infrastruttura di questo livello che vedeva protagonista il suo Abruzzo si adoperò per avviare l’iniziativa. Poi arrivò la sfortuna a compromettere ogni cosa. Alla fine del 1973 scoppiò la guerra tra Egitto e Israele, ci fu la crisi petrolifera e invece di incominciare a volare in molti montarono ai piedi i pattini a rotelle.
Adesso però c’è l’iniziativa denominata RAM che come abbiamo visto incentiva la costruzione di piccoli aeroporti per costituire una specie di rete su tutto il territorio nazionale. E come nel lontano 1973 i venti di guerra sono tornati in Medio Oriente a compromettere i giacimenti petroliferi.
Ma sono certo che prima o poi tutto passerà e allora bisogna farsi trovare pronti con la rinnovata iniziativa per la costruzione sul Piano delle Cinque Miglia di un piccolo aeroporto conforme ai dettati della Regional Air Mobility.
A chi tocca far partire l’iniziativa? È semplice, ai quattro soggetti istituzionali del territorio, ovviamente, anzi
cinque, e sono: i Sindaci di Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo e Rocca Pia, diciamo capitanati dal Presidente della Provincia dell’Aquila, nonché Sindaco di Castel di Sangro. Insomma l’Alto Sangro che dovrebbe volare in alto.
L’altro e più importante soggetto da portare subito in campo è il Presidente della Regione Abruzzo.
È una follia? Io penso di no. Del resto un pugno di anni fa alcuni imprenditori arabi si interessarono del nostro territorio per mettere in moto una iniziativa turistica ad ampio respiro e nella quale l’aeroporto costituiva un elemento essenziale.
Chissà che non possano tornare allettati dalla parte importante di questa loro interessante iniziativa? Come si dice: l’appetito vien mangiando. E i risvolti positivi spesso arrivano inaspettati: la fortuna aiuta gli audaci!
Ugo Del Castello















