Dalle prime voci che circolano le liste per le comunali di Rivisondoli e Pescocostanzo dovrebbero vedere riscendere in campo le solite facce che le contraddistinguono: trite e ritrite.
A seguire nella primavera 2027 sarà la volta di quelle più o meno dello stesso tenore di Roccaraso. Rocca Pia è andata ad elezioni nel 2024, ma non si è ancora capito se vuole condividere la sua attività con queste tre località turistiche o restare sola. Speriamo si faccia viva.
Saranno i soliti nomi quelli che si ripresenteranno e quelli che torneranno a fare capolino dopo qualche ripensamento. Questa è la rappresentazione generata dalle già tante voci che circolano per via dell’ultima Tramontana che le ha sparse sui vari angoli degli Altopiani.
Il che significherà che l’elettore si dovrà accontentare di trovarsi di fronte i soliti chef e commis di cucina, che, visto il trascorrere degli anni, parecchi anni, si ripresenteranno sicuramente privi della dovuta fantasia e a giochi fatti, con le solite pietanze: cazzarielli e fagioli, salsiccia e scamorza, crostata di ricotta e via dicendo.
L’aria è immota da troppi anni e le uniche novità che ci sono state, positiva quella dei nuovi e più moderni impianti di risalita, negative la chiusura di alberghi e la ripresa della cementificazione di seconde case. C’è poi la neve naturale che non dà più certezze.
Se questa è la prospettiva non c’è trippa per gatti e tutto lascia presagire che i turisti, persi inesorabilmente per via della solita tavola imbandita, saranno sempre meno.
La mazzata definitiva potrebbe a questo punto darla proprio la neve, con quantità a cui non si può porre rimedio, neppure con il migliore lassativo di ultima generazione da andare a spargere tra le nuvole.
E allora cosa dovrebbero fare i nostri eroi della politica per risollevare prima il gradimento dell’elettore e poi quello dei cittadini e degli operatori economici?
Porre in testa ad ogni programma, ma ancora più conficcare nelle proprie teste e nei propri cuori quel desiderio di unire i tre comuni in un unico intento.
E perciò scrivere tutti, al primo articolo, nella maniera che ognuno riterrà opportuno, che in caso di vincita delle elezioni, ma anche in caso di perdita, che il giorno dopo del giuramento dei Sindaci si tenga un’assemblea degli eletti di Rivisondoli e Pescocostanzo, unitamente agli attuali consiglieri di Roccaraso e Rocca Pia, tutti, indistintamente, maggioranze e opposizioni, per gettare le basi della nuova organizzazione turistica, pensata e attuata all’insegna o per meglio dire con il logo o se volete con il marchio imprescindibile degli “Altopiani Maggiori d’Abruzzo”.
È finito il tempo di andare avanti ognuno per proprio conto. Non è più possibile dare fiato a chi tenta di sopraffarci e relegare singolarmente (divide et impera) nell’angolo più buio i nostri paesi. Ci si è scesi le braghe per lungo tempo ed è giunta l’ora che queste tornino al loro posto, lo spettacolo è stato indecente e disastroso.
È giunta l’ora imprescindibile che si parli chiaro, anzi che si scriva in maniera chiara su quei programmi e a caratteri cubitali il toponimo ALTOPIANI MAGGIORI D’ABRUZZO e ognun candidato alle elezioni dovrà sentire, parlare e trasmettere ai cittadini elettori questo suo nuovo modo di essere, altrimenti…
Altrimenti non c’è ne sarà per nessuno. Il cammino del gambero riprenderà con vigore e si infrangerà inesorabilmente sugli insensati muri di cemento che stanno devastando questo bel territorio che non merita tanto.
È un orrore, ma che dico, è un immenso dolore vedere cadere uno ad uno i nostri alberghi, artefici di un turismo che abbiamo mandato incoscientemente a farsi benedire. I nostri figli e i nostri nipoti devono poter pensare di qualificarsi adeguatamente per prendere le redini della gestione dell’attività turistica che abbiamo il dovere di ricostruire, di sviluppare con nuovi e più efficienti ed efficaci sistemi, i quali individuino la migliore offerta da proporre al turista e che esso stesso vorrebbe trovare.
Il percorso è complesso, ma nello stesso tempo può rivelarsi più semplice che si possa immaginare, ad una sola condizione, quella che una volta per tutte l’obiettivo da raggiungere dovrà essere unico, condiviso e perseguito a prescindere dal ruolo che la risposta dell’urna fornirà.
Perciò è d’obbligo il classico “In bocca al lupo” a tutti gli abitanti degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo. E quello di un unico Comune è un sogno da riporre nel cassetto, con il tiretto da tenere un po’aperto.
Ugo Del Castello














