Assai aspro è, oggi, il popolare adagio pallonaro che ricorda come, nel calcio, ciò che ti viene regalato in precedenza, ti viene tolto successivamente. Una struttura speculare che si è ripetuta perfidamente domenica pomeriggio all’”Axum Molinari Stadium”.
Quello che forse ci era stato regalato la gara precedente con il Forlì, ci è stato forse tolto contro il Guidonia, nel mezzo, più concretamente, si sono alternate abilità e imperizie di calciatori e allenatori.
Così come all’andata, anche questa volta, contro la città che prende il nome (1937) da Alessandro Guidoni, importante generale della Regia Aeronautica, il Campobasso non riesce a prendere il volo, anche se, domenica, i rossoblù di casa avevano già allacciato le cinture per il decollo.
Chissà, molto probabilmente nel Valhalla degli eroi caduti, i fratelli d’Arma Guidoni e Romagnoli avevano già deciso che nessuna delle proprie città avrebbe dovuto prevalere sull’altra; misteri del mito…
Un pareggio che, di fatto, non cambia la classifica e piazza i lupi ancora nella vellutata poltrona del quarto posto.
Peccato però, il Campobasso (voto 6), si è visto sfilare via a pochi metri dal traguardo la sesta vittoria in sette gare disputate; troppo bello per essere vero…
Una gara che, dopo i primi antropologici minuti di ricerca del proprio gioco, i nostri, con una lenta ma costante crescita sia nell’intensità che nella qualità del gioco, hanno incanalato nel giusto binario, cambiando l’inerzia della partita con un meritato doppio vantaggio: il primo arrivato al 34′ con “Redivivo” Magnaghi, ubriacanti il dribbling e l’assist di Gala; il raddoppio al 45+3′ con la perla del giovane Serra, un tiro al volo di collopiede destro che ha terminato la sua parabola in diagonale all’incrocio dei pali.
Poi arriva il secondo tempo che non ti aspetti. Vuoi un Campobasso meno compatto tra i reparti, vuoi un Guidonia, cresciuto grazie ai cambi, in fisicità e spessore tecnico, sono arrivate le due marcature: (55′) Pavone, (87′) Frascatore; che hanno riequilibrato il risultato.
Non esente da colpe, questa volta, il pacchetto difensivo, poco reattivo nel disintegrare quei due palloni che per troppi secondi hanno danzato sull’uscio della porta amica.
Non esente da colpe il pacchetto offensivo, a questo punto della stagione bisogna essere cinici, non ricchi epuloni.
Non esente da colpe mister Zauri, troppo tardivi i cambi utili a dare polmoni e muscoli nella parte centrale del campo.
I top della giornata: “Galattico” Gala (voto 7), partita di qualità e di quantità, quando alle proteste lascia prevalere l’estro è semplicemente delizioso; “Redivivo” Magnaghi (voto 6,5), classe e zampata vincente, è l’uomo in più; Olivieri (voto 6,5), il ragazzo gioca con ordine e determinazione, ha grandi potenzialità.
I flop: “Ruralissimo” Bifulco (voto 5), nelle ultime gare si è fatto notare più per gli errori che per le pregevoli giocate, è evidente che il ragazzo ha bisogno di tirare un po’ il fiato; “Tantaroba” Tantalocchi (voto 5+), suo l’errore che ha permesso il pareggio avversario; mister Zauri (voto 5,5), troppo tardivo l’innesto di Di Livio.
Chi non delude mai è solo e sempre la Curva Nord “Michele Scorrano”. Protagonista non solo sui gradoni ma tra i gradoni, per il cleanup della curva. Voce, cuore e guanti da giardinaggio, semplicemente magnifici (voto 10).
Adesso, smaltita la delusione, bisogna concentrarsi senza distrazione alcuna alla difficilissima trasferta di Piancastagnaio il prossimo sabato santo, per far vivere agli amanti del Lupo, una tranquilla e serena Pasqua di Resurrezione…
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