
Siamo sicuri che Leopardi non abbia mai frequentato i gradoni della Curva Nord “Michele Scorrano”?
Perché quello che abbiamo vissuto ai bagliori dell’alba della gara non è stato un infinitesimale, semplice momento di vita, ma una leggera brezza d’amore, una vera, profonda visione poetica. Uno smarrimento nel mare metafisico dell’irrazionalità, una sublime, dolce immersione tra le profonde onde dell’anima.
Questo è il gioco del calcio, questa è l’emozione che ci hanno regalato gli ultras del Campobasso. Un’esplosione di colori rossoblù sventolati dall’amore e dalla passione delle ragazze e dei ragazzi della Nord, la cui adamantina volontà e il quotidiano impegno – spesso sottratto agli affetti familiari – riescono sempre a emozionarci, riescono sempre a essere il dodicesimo uomo in campo (voto 10).

Così come rivolgiamo un compiacimento ai circa ottocento sostenitori arrivati dalle Marche che, malgrado la cocente delusione – preventivabile e preventivata – per la mancata promozione diretta, hanno comunque tributato alla propria squadra un’ovazione da applausi.
La picena Ascoli infatti, doveva, in primis, conquistare la vittoria nella tana della sannita Campobasso e poi sperare nella buona novella proveniente dall’etrusca Arezzo. Insomma, una questione tra popoli italici.
La partita, preceduta dal rossiniano venticello della calunnia, che voleva un Lupo oramai sazio, quindi più addomesticabile, si è rivelata invece una sfida vera, dove i nostri ragazzi, pur in formazione ampiamente rimaneggiata, hanno giocato contro la più quotata avversaria senza alcun timore o riverenza di sorta, centrando una bella e insperata vittoria e onorando il campionato fino all’ultimo respiro. Bravissimi (voto 8). Un piccolo e più avvolgente abbraccio lo vogliamo dedicare a “Troppo” Forte, che è riuscito a parare tutto il parabile e anche di più (voto 9).
Contrariamente a quanto accade nella “latrina dei bottoni” dei vertici calciofili nostrani, travolti ancora una volta dal “puzzo del compromesso morale”, a Campobasso, invece, si è respirato “il fresco profumo di libertà” rappresentato dal sano e nobile calcio di provincia. Quella che è andata in scena domenica all’”Axum – Molinari Stadium”, sia in campo che sugli spalti, non è stata una semplice partita di calcio bensì un magnifico spot di lealtà ed eduzione sportiva.
Per quanto riguarda la mera cronaca sportiva, la gara è stata condotta per larghissimi tratti dalla squadra ospite che, vuoi per la giornata di grazia del portiere rossoblù, vuoi per la poca freddezza sotto porta dei propri attaccanti, ha mancato più volte il punto del vantaggio. Il Lupo da par suo è riuscito ad assorbire il peso del gioco avversario, non rinunciando però a veloci sortite di rimessa, da una delle quali, al 63′, è arrivato il gol della vittoria siglato dal bel tiro di “Galaktico” Gala.
Buona anche la gara del fischietto della Sezione di Napoli signor Castellone (voto 7).
La regular season è terminata, il Campobasso con i suoi 59 punti (sul campo 61) si piazza al 4° posto nella griglia dei playoff. L’ottima posizione raggiunta consentirà ai nostri di balzare direttamente al secondo turno e di giocare la successiva gara ad eliminazione diretta (6 maggio), tra le mura amiche e con la possibilità di sfruttare due risultati su tre.
E allora, come scrisse Leopardi: «Così tra questa immensità s’annega il pensier mio»…
Risultati e Classifica:





















