Certo è indubbio pensare che poter fare una remuntada a Potenza e con ben quattro reti di differenza, non è un’impresa, ma un vero miracolo. Noi però, da inguaribili romantici come cantava il grande Dalla «Pensiamo a delusioni, a grandi imprese», vogliamo ancora crederci, quindi lasciateci alle nostre utopistiche fantasticherie e poi, ancora, cosa diceva il saggio Vujadin Boskov? «Partita finisce quando arbitro fischia», nel nostro caso «Qualificazione si decide quando finisce partita di ritorno»…
In altri tempi, in altre occasioni, non sarebbe stato affatto semplice buttar giù qualche riga per raccontare la gara di andata di questi playoff Primo Turno Nazionale cha ha visto sfidarsi Campobasso e Potenza. Una gara che ha fotografato la netta vittoria dei leoni lucani.
Eppure, malgrado la pesante sconfitta patita, non siamo affatto abbattuti, ma grati e satolli per le tante e grandi soddisfazioni che abbiamo vissuto nel corso di questa stagione calcistica. Così come un tempo l’odore del domenicale sugo e dell’autunnale mosto attraversavano i vicoli dei nostri antichi borghi, in questi mesi una dolce brezza profumata ha attraversato i sopiti sensi delle genti molisane, un leggero venticello che pian piano ha riempito di passione e di colore l’”Axum – Molinari Stadium”.
Un entusiasmo che, quando domenica sono vibrate nell’aria le note di «Take me home, country roads» ha permesso di levare al cielo un unico, straordinario, commovente boato con il più nostrano «Rall mo», riecheggiato dalla periferica Selvapiana al cuore del centro cittadino; un messaggio di un’amica docet: «Vi sento cantare da via Monforte». Da brividi!

Un’eccitazione però, che non ha trovato nella beffarda sfera di cuoio la sua partener per una notte. E pensare che, come raramente successo in questo campionato, il Campobasso ha approcciato la gara nella maniera più giusta, con determinazione e piglio autoritario. Purtroppo però, dopo i primi venti minuti giocati con autorevolezza, la Legge di Murphy si è abbattuta prepotentemente sulle speme del Lupo. Tutto quello che poteva andare storto è andato storto. Misto, siamo onesti, agli errori dei nostri, come l’inutile e sciocco fallo da rigore che ha regalato il vantaggio avversario, o alla gigantesca e facile occasione da gol dilapidata per portarsi in parità; passando per la giornata perfetta dei lucani, dimostratisi una squadra solida, fresca atleticamente e straordinariamente cinica, che ha sfruttato nel migliore dei modi tutto quello che poteva essere sfruttato. Complimenti al Potenza.
Giusto per dovere di cronaca, i tre gol sono stati siglati tutti nei primi quarantacinque minuti: Felippe (19′, rig.), D’Auria (29′) e Siatounis (40′).
Un gol comunque il Campobasso lo ha segnato, quello più bello, quello che fa gonfiare il petto, quello che non apparirà mai in nessun tabellino o almanacco sportivo, ed è quello realizzato dai ragazzi e dalle ragazze della Curva Nord “Michele Scorrano” che, malgrado il risultato “scioccante”, hanno continuato e anche con più passione, ad incitare e sostenere la squadra. Dando così una lezione di mentalità e di amore di rara bellezza (voto 11); e pensare che a Milano invece, negli stessi minuti, con lo stesso risultato sfavorevole, i tifosi del Milan hanno preferito abbandonare lo stadio. La differenza? NOI SIAMO IL CAMPOBASSO…

Mercoledì prepariamo gli zaini, farciamo i panini, prendiamo la sciarpa e tutti a Potenza, il Lupo è ferito ma non è morto!



















