C’è chi teme che il nascente Parco Nazionale del Matese possa trasformarsi in un grande contenitore di divieti per residenti, allevatori e operatori economici, salvo poi consentire manifestazioni capaci di richiamare migliaia di persone nel cuore delle aree più delicate dal punto di vista ambientale.
È questo il sentimento che in queste ore attraversa il versante molisano del Matese dopo la diffusione di un esposto inviato alla presidenza del Comitato di gestione provvisoria del Parco Nazionale del Matese, all’Ispra, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e alle principali associazioni ambientaliste e agli Ambiti Territoriali di Caccia molisani.
Al centro della segnalazione finiscono due appuntamenti molto attesi dell’estate: la Festa del Pastore, in programma il 19 e 20 luglio a Campitello di Roccamandolfi, e il concerto di Sal Da Vinci, previsto il 2 agosto a Campitello Matese, nel territorio di San Massimo. Secondo l’autore dell’esposto, entrambe le iniziative si svolgerebbero in aree comprese nella perimetrazione provvisoria del Parco Nazionale e potrebbero risultare incompatibili con la tutela della fauna selvatica nel periodo della nidificazione.
Ma la vicenda sta assumendo contorni ben più ampi di una semplice contestazione ambientale.
Sul versante molisano cresce infatti la preoccupazione di cittadini, allevatori e operatori turistici, convinti che questa iniziativa possa rappresentare l’ennesimo elemento di incertezza in una fase in cui il Parco non dispone ancora del regolamento definitivo che dovrà disciplinare ciò che sarà consentito e ciò che invece sarà vietato.

L’Associazione Orizzonti del Matese di Roccamandolfi parla di un territorio che continua a vivere nell’incertezza. “La sensazione – spiega il presidente Vitalino Scasserra – è che ogni iniziativa possa finire sotto esame mentre ancora nessuno è in grado di spiegare con chiarezza quali attività saranno realmente consentite ai residenti e quali no. Questo clima rischia di scoraggiare chi investe sul territorio.”
Preoccupazione condivisa anche dagli allevatori, che da mesi denunciano il rischio di nuove limitazioni alle attività pastorali tradizionali. Molti ricordano come già oggi esistano vincoli sul carico di bestiame nei pascoli e temono che il futuro regolamento possa introdurre ulteriori restrizioni proprio nei luoghi dove l’allevamento rappresenta da secoli un elemento essenziale dell’economia locale e della conservazione del paesaggio.
Non meno allarmato appare il comparto turistico.
Gli operatori osservano che manifestazioni come la Festa del Pastore rappresentano uno dei principali strumenti di promozione dell’intero Matese molisano. Ogni anno migliaia di visitatori raggiungono Campitello di Roccamandolfi, generando ricadute economiche per ristoranti, strutture ricettive, aziende agricole, produttori locali e attività commerciali. L’eventualità che eventi di questo tipo possano essere messi in discussione alimenta il timore di un grave danno all’immagine del territorio.
Il nodo non riguarda soltanto le due manifestazioni estive. La questione investe direttamente il modello di sviluppo del Parco Nazionale del Matese. Da oltre un anno la perimetrazione provvisoria include aree dove si svolgono tradizionalmente pascolo, escursionismo, raccolta di prodotti spontanei e iniziative culturali. Tuttavia il regolamento del Parco non è ancora stato approvato, lasciando amministrazioni, imprese e residenti in una sorta di limbo normativo.
Nell’esposto viene inoltre evidenziata quella che viene definita una possibile disparità di trattamento: se alcune attività tradizionali, come l’attività venatoria, sono già state escluse perché incompatibili con il Parco, ci si domanda come possano invece essere autorizzati eventi destinati ad attirare migliaia di persone e centinaia di veicoli all’interno di aree di particolare pregio naturalistico.
L’autore della segnalazione richiama anche il principio secondo cui la fauna selvatica, durante il periodo riproduttivo, dovrebbe essere preservata da disturbi significativi, chiedendo agli enti competenti di pronunciarsi sulla compatibilità delle manifestazioni con le finalità istitutive del Parco.
Nel frattempo, però, sul territorio prevale un’altra domanda.
Se il Parco Nazionale del Matese dovrà rappresentare un’opportunità di crescita sostenibile, quale sarà il punto di equilibrio tra tutela ambientale e vita delle comunità locali?
È proprio questa incertezza ad alimentare il malcontento nel versante molisano del massiccio. Allevatori, cittadini, associazioni e operatori turistici chiedono risposte rapide e soprattutto regole chiare, uguali per tutti. Perché il rischio più grande non è soltanto quello di mettere in discussione una festa o un concerto, ma di compromettere la fiducia delle comunità che da sempre vivono e custodiscono il Matese.












