Dopo la sconfitta patita a La Spezia dove, comunque, i nostri ragazzi avevano lasciato il campo a testa alta, è arrivato un altro e forse inaspettato stop contro il Gubbio.
La cronaca restituisce questo tabellino: 27′ Minta (G), 42’Cesari (G), 57′ Ferrini (G), 64′ Stoppa (C), 70′ La Mantia (G), 84′ Carfora (C).
Certamente una sconfitta pesante nel risultato ma non del tutto negativa, secondo noi, nella gestione complessiva del gioco espresso.
Ovviamente, un passivo di reti subite così ampio non può che generare un giudizio negativo (voto 5), dettato soprattutto dagli evidenti errori commessi dal pacchetto difensivo (voto 4,5), apparso poco attento nella lettura di tutte e quattro le reti subite, e dall’imprecisione della batteria d’attacco (voto 4,5), risultata quanto meno imprecisa nelle diverse occasioni da gol avute a disposizione.
Apprezzabile invece è stata la prestazione del reparto di centrocampo (voto 6), capace comunque di esprimere un buon palleggio e una costante pressione durante tutto l’arco della gara, anche quando il risultato sembrava irrimediabilmente compromesso, segno questo, di una mentalità e di una personalità mai arrendevoli; un carattere che rispecchia evidentemente la nuova filosofia predicata da mister Mangia (voto 6).
Proprio queste “sberle” infatti – ha dichiarato l’allenatore nel post-partita – possono e devono, se recepite con la giusta analisi, trasformarsi in una lezione di crescita utile a rafforzare la coesione e lo spirito di un gruppo, ricordiamolo, ancora in costruzione.
Insomma, malgrado l’antipatico poker subito in quest’ultima mano, il Campobasso è ben lungi dal lasciare il tavolo verde, anzi…
Chi ha giocato al meglio le sue carte è stato sicuramente il Gubbio (voto 7) di mister Di Carlo che, proprio al “Molinari” è riuscito a plasmare una squadra che vede la freschezza del giovane e promettente Minta, all’esperienza del navigato bomber La Mantia. Formazione, quella umbra che, aldilà dei regali difensivi dei rossoblù nostrani, siamo certi darà filo da torcere a tante altre formazioni.
Chi fa sempre all-in è invece la solita Curva Nord “Michele Scorrano” (voto 9). Un giocatore che mette nel piatto sempre, a ogni partita, tutte le sue chips, colorate di passione, entusiasmo e mentalità.
Dopo questa antipatica ma già digerita sconfitta, il Lupo è chiamato a viaggiare ancora una volta a distanza di pochi giorni, verso l’amara terra ligure, sempre avara di punti nei confronti dei nostri colori, per una sfida inedita contro la neopromossa squadra del Vado.
Nell’impianto di Sestri Levante bisogna dimostrare di non essere un bluff, ma un temibile maverick.
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