Finalmente, dopo anni di strenua resistenza, anche le tribù dei ligures sono state vinte.
Mai nella sua storia, come più volte ricordato da questa tastiera, la Legione di Campus Bassi era riuscita a vincere o pareggiare una sola battaglia lungo le terre delle riviere di Ponente e di Levante. Finora aveva collezionato solamente sconfitte.
Una vittoria conquistata contro una squadra di antico lignaggio, il suo nome infatti, è stato il primo a essere stato cinto di alloro nell’Albo d’oro della coppa nazionale (1922).
Dal De bello gallico di Gaio Giulio Cesare al De bello ligure di Davis Mangia il passo è breve.
Questa volta i nostri legionari, condotti dal generale arrivato da Mediolanum, sono partiti alla volta della città di Sestri Levante con il giusto addestramento per poter conquistare il villaggio nemico.
Condizione questa, però, che ha permesso solo nella prima parte della battaglia di abbattere le difese vadesi, al 18′ con un bel tiro radente da fuori area di “Stop-pa and go” Stoppa (voto 6,5).
Nella seconda frazione, complice anche l’espulsione dell’alfiere difensivo “Habemus” Papini (voto 5), la squadra ha rinunciato in maniera troppo veloce e sbrigativa a qualsiasi tipo di gioco, regalando l’iniziativa della manovra alla modesta formazione di casa.
Alla buona prova dimostrata dei nostri nei primi 45 minuti (voto 6,5) sono infatti seguiti, dopo l’espulsione, un atteggiamento totalmente rinunciatario, una reazione completamente arida di personalità, una manovra di gioco evanescente e priva di qualsiasi costruzione, anche minima (voto 5), che non può trovare la sua unica giustificazione nell’aver combattuto con un uomo in meno; sotto questo aspetto il nostro condottiero (voto 6) dovrà infondere alle proprie truppe sicuramente una maggiore forza mentale.
Un calo che sarebbe potuto costare molto caro se all’ultimo minuto di recupero “San” Spurio da Ravenna (voto 8,5) non avesse respinto di piede il rigore concesso al Vado dal mediocre arbitro Terribile – nomen, omen – di Bassano del Grappa (voto 4-).
Fondamentale, come sempre, è stata la presenza della cavalleria della Curva Nord. Sempre pronta a proteggere i fianchi della Legione. Milletrecentoventidue km. (a/r) di marcia, muniti solamente di fede e di vessilli totemici rossoblù con il simbolo del Lupus del Matese. Fantastici (voto 10).
Una curiosità: talmente rara è stata la prima vittoria del Campobasso in terra ligure, che un noto quotidiano sportivo nazionale ha riportato addirittura un risultato sbagliato…

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