
Prima di riavvolgere il nastro della gara tra Campobasso e Pineto, vogliamo dedicare le prime battute di questa tastiera al ricordo di Sandro Mazzola (voto 10), una colonna della storia del calcio italiano.
Con lui va via un altro pezzo di quel calcio romantico che avvolgeva il cuore, una visione poetica incorniciata negli esagoni dei vecchi palloni di cuoio, nelle magliette in lanetta libere dai nomi degli sponsor, nelle giacchette nere degli arbitri e tanto altro, altro, altro, ancora…
Di contro condanniamo senza riserva alcuna l’ignobile comportamento dei tifosi della curva della Juventus, al momento del minuto di raccoglimento osservato in tutti gli stadi italiani nel ricordo appunto di Mazzola.
L’infame gesto di girare le spalle al campo dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che diverse, forse troppe, grandi tifoserie italiane, hanno smarrito qualsivoglia briciolo di onore, rispetto e mentalità ultras. Semplicemente vergognosi (voto Ø).
Meglio tornare alle vicende locali.
Dopo la gioia dell’insperata rimonta con i gol arrivati nel finale della partita di Grosseto, il karma, che letteralmente significa “azione”, secondo cui ogni cosa nell’universo esiste all’interno di uno schema di causa ed effetto e, di conseguenza, a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, ci ha restituito con immediatezza l’amaro calice della delusione.
Questo però, non deve essere prodromo di un successivo stato di rassegnazione, in cui l’”occasionale” tifoso del Lupo è facile sprofondare, anzi, tutt’altro. Oggi l’aforisma “calma e gesso” è quanto mai necessario per fermarsi, respirare e valutare bene ogni mossa utile per non ripetere in futuro gli imperdonabili errori commessi nella gara contro il Pineto; una squadra divenuta oramai la vera bestia nera, o meglio biancoazzurra, dei nostri benamati colori. Un Pineto che troppo spesso, all’intenso, fresco, balsamico odore della sua resina, preferisce regalarci la puntura dei suoi aghi.
Peccato però, quella giocata dal Campobasso è stata una partita – soprattutto nella prima frazione (voto 7) – largamente dominata in ogni settore del campo, sia nell’intensità del gioco sia nella qualità della manovra, accompagnata da un ottimo palleggio e da ficcanti azioni sviluppate sulle corsie esterne. Un dominio che ha consentito ai rossoblù di portarsi al meritatissimo doppio vantaggio: al 16’ con una ribattuta in area di “Caballero paulista” Prado (voto 6,5), e al 28’ con una rovesciata da raccontare ai nipoti le sere d’inverno, di “Infrangibile” Cristallo (voto 7).
Nel secondo tempo, causa anche le energie spese in precedenza, il Campobasso ha commesso l’errore di arretrare un po’ troppo il baricentro della squadra (voto 5), permettendo agli avversari di guadagnare metri e la condotta del gioco. Fino ad arrivare agli ultimi 4 minuti del tempo regolamentare, quando si è materializzato lo spettro dell’inverosimile, il pareggio avversario con Pistillo (86’) e Bracco (89’). In soli tre minuti, complici soprattutto le imperdonabili disattenzioni del pacchetto difensivo (voto 4) – divenute oramai routine – il Lupo ha gettato alle ortiche altri 2 punti casalinghi, cosa questa, insostenibile per una squadra che vuol lottare per posizioni più ambiziose. Urgono immediati correttivi…

A proposito del comportamento degli ultras, quelli veri, quelli delle città di provincia, quelli tutto cuore, voce e passione, vogliamo sottolineare l’incredibile e costante ululato lanciato per tutti i 94 minuti di gioco, anche nei momenti di maggior sconforto, dai ragazzi e delle ragazze della Curva Nord “Michele Scorrano”.
Durante la gara è stato esposto anche uno striscione “uso e getta” come segno di solidarietà verso i gemellati tifosi di Fasano che recitava: SEMPRE IL LOTTA CONTRO QUESTO CALCIO MALATO. SOLIDERIETA’ AL NOSTRO FRATELLO ALLENTATO !!! Sempre di più, un esempio per tutti (voto 9).
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