La Sala Consiliare del Comune di Termoli ha ospitato, nel pomeriggio del 16 ottobre 2026, la presentazione di I giorni dell’arrivederci, il nuovo romanzo di Carmine Abate, pubblicato da Mondadori. L’appuntamento, inserito nella rassegna “Immigrati in Letteratura“, è stato promosso dalle associazioni Kamastra e InFormare con il patrocinio del Comune di Termoli. Per Carmine Abate, scrittore arbëresh originario di Carfizzi, in Calabria, e residente da molti anni in Trentino, si è trattato di un gradito ritorno in Molise. Un territorio al quale è particolarmente legato e nel quale torna sempre con piacere per incontrare i lettori e presentare le sue opere, trovando nelle comunità arbëreshe molisane una sensibilità speciale verso i temi che caratterizzano la sua narrativa: la memoria, l’emigrazione, l’identità e il legame con le proprie radici.
Coordinato da Fernanda Pugliese, l’incontro si è sviluppato
attraverso la lettura di alcuni brani del romanzo e un dialogo con le referenti degli Sportelli Linguistici Arbëreshë delle quattro comunità di minoranza linguistica del Molise: Angela Carafa per Campomarino, Emiliana Pelilli per Montecilfone, Maria Antonietta Mancini e Filomena Occhionero Manes per Portocannone, Pinuccia Campofredano e Maria De Rosa per Ururi.
Nel corso del pomeriggio, l’Autore ha accompagnato il pubblico alla scoperta dei temi al centro della sua nuova opera, una storia intensa e coinvolgente che parla di partenze e ritorni, di nostalgie e speranze, di quei legami che il tempo e la distanza non riescono a spezzare.
Come raccontato dallo stesso autore, I giorni dell’arrivederci narra la vicenda di Giorgio, insegnante di italiano a Colonia, che ripercorre con la memoria gli anni trascorsi nel Centro educativo Degasperi in Trentino, struttura che accoglieva i figli delle famiglie meridionali emigrate in Germania. Il romanzo affronta il tema del distacco dalle proprie radici e della ricerca di un senso di appartenenza, intrecciando vicende personali e storia collettiva. L’ispirazione nasce anche dalle esperienze e dalle testimonianze che lo scrittore ha conosciuto durante gli anni di insegnamento in Germania. Durante il dialogo sono emerse riflessioni sul significato della memoria e sulla forza delle identità culturali che resistono al trascorrere del tempo. Temi che trovano un naturale punto d’incontro con la storia delle comunità arbëreshe del Molise, custodi di una lingua e di tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Autore tradotto in numerosi Paesi e vincitore del Premio Campiello con La collina del vento, Carmine Abate ha condiviso ricordi, esperienze e suggestioni letterarie, confermando la sua straordinaria capacità di raccontare l’emigrazione non soltanto come fenomeno storico, ma soprattutto come esperienza umana fatta di affetti, sacrifici e ricerca di sé. L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione della Casa del Libro, della Libreria Fahrenheit, degli Sportelli Linguistici Arbëreshë e dei quattro Comuni di minoranza già citati, offrendo un’importante occasione di incontro e confronto sui valori della memoria, dell’identità e del dialogo tra culture. Un pomeriggio all’insegna della letteratura e della riflessione, che ha ulteriormente rafforzato il legame tra lo scrittore e il territorio molisano


















