Un sole quasi primaverile ha illuminato l’ultimo weekend di febbraio ad Alfedena, dove il borgo dell’Alto Sangro si è trasformato in un vivace teatro all’aperto per la seconda edizione di “Borgo d’Inverno”, bissando il successo dello scorso anno, richiamando centinaia di visitatori e confermando la vocazione del paese a diventare punto di riferimento per eventi capaci di intrecciare gastronomia e tradizione.
Per un giorno la storica Piazza Sannitica si è convertita in un laboratorio del gusto: gli stand hanno proposto specialità territoriali e street food di nicchia, espressione di una filiera corta e genuina. Profumi intensi, brindisi e lunghe file davanti ai banchi hanno restituito l’immagine di un borgo orgoglioso delle proprie radici.
Ma il cuore pulsante della manifestazione è stato l’antico rito di “A te Pumba me”, legato al culto di Pomona, divinità romana associata alla fertilità e al rinnovamento. Quest’anno la rappresentazione ha assunto una forma scenica inedita.
L’evento ha assunto anche una dimensione importante. Dal borgo abruzzese di Castiglione Messer Marino infatti è arrivata la maschera tradizionale de Lu Pulgenella, icona popolare del Carnevale locale, mentre dalla Alta Val Seriana, in Lombardia, è giunta “La Scasada del Zenerù”, antico rito agro-pastorale che celebra la fine della stagione fredda.
Tradizioni lontane geograficamente ma unite dallo stesso intento: salutare l’inverno e propiziare la nuova stagione.











