Il caro carburanti continua a mettere sotto pressione il mondo agricolo e della pesca, alimentando preoccupazione tra agricoltori e allevatori che, in diverse aree del Paese, chiedono interventi capaci di garantire la sostenibilità delle attività produttive. Una situazione che riguarda anche il Molise, dove l’agricoltura e l’allevamento rappresentano una componente essenziale dell’economia, dell’occupazione e della tenuta delle comunità rurali.
L’aumento dei costi del gasolio, insieme alle difficoltà che interessano le aziende, rischia infatti di comprimere ulteriormente i margini di redditività, rendendo sempre più complicato sostenere le spese quotidiane e programmare gli investimenti. A pagare le conseguenze di questa situazione non sono soltanto i produttori, ma anche le filiere agroalimentari e, in prospettiva, l’intero sistema economico legato al territorio.
In questo scenario si inserisce il provvedimento approvato dal Governo Meloni, che prevede uno stanziamento complessivo di 70 milioni di euro: 60 milioni destinati al comparto agricolo e 10 milioni a quello della pesca, con l’obiettivo di sostenere le imprese di fronte all’incremento dei costi del carburante.
Per le aziende agricole è previsto un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di gasolio agricolo nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026.
Una misura che viene accolta positivamente dall’assessore regionale all’Agricoltura, Salvatore Micone, che riconosce l’importanza dell’intervento, pur indicando la necessità di proseguire il lavoro per individuare ulteriori strumenti di sostegno.
«Accolgo con soddisfazione il provvedimento approvato oggi dal Governo Meloni», afferma Micone, ringraziando il ministro Francesco Lollobrigida e l’Esecutivo per l’attenzione rivolta a settori fondamentali per l’economia nazionale e per quella molisana. L’assessore sottolinea soprattutto il valore della collaborazione istituzionale, considerata decisiva per affrontare una fase che continua a mettere in difficoltà le imprese del settore.
«Come assessori regionali all’Agricoltura, abbiamo affrontato il tema in sede di Commissione Politiche Agricole, condividendo la necessità di individuare ulteriori strumenti per sostenere le imprese in questa fase di difficoltà», spiega Micone.
Il sostegno economico, dunque, non dovrebbe fermarsi alle misure nazionali. Tra le possibilità da approfondire c’è anche quella di utilizzare eventuali risorse non impiegate della programmazione CSR, previa verifica con la Commissione europea e nel rispetto delle regole comunitarie. L’obiettivo è consentire alle Regioni di affiancare gli interventi del Governo, rafforzandone l’impatto sui territori e rendendo gli aiuti più rispondenti alle esigenze delle aziende.
Per il Molise, il tema assume un significato particolare. Agricoltura, allevamento e pesca non rappresentano soltanto attività produttive, ma contribuiscono a mantenere vive le aree interne, a preservare le tradizioni locali e a garantire continuità alle filiere che legano il lavoro degli operatori alla qualità delle produzioni.
«Per il Molise agricoltura e pesca rappresentano un patrimonio economico e sociale da tutelare. Sostenere queste imprese significa proteggere il lavoro, il reddito dei produttori, le nostre filiere e il futuro delle comunità locali».
Il nodo, adesso, sarà trasformare gli stanziamenti e le prospettive di ulteriori interventi in sostegni effettivamente accessibili alle aziende, con tempi e modalità capaci di rispondere alle necessità del comparto.
«La collaborazione istituzionale e la capacità di fare sistema sono essenziali per trasformare le risorse disponibili in aiuti concreti e tempestivi», conclude Micone, assicurando che il lavoro proseguirà in questa direzione, affinché le imprese agricole e della pesca possano affrontare le difficoltà e guardare al futuro con maggiori certezze.
La preoccupazione di agricoltori e allevatori resta, dunque, un segnale da non sottovalutare. I 70 milioni messi a disposizione dal Governo rappresentano un primo intervento, mentre la possibilità di ulteriori risorse regionali è ancora da verificare. Per le aziende, la vera misura dell’efficacia delle risposte sarà la capacità di alleggerire i costi, salvaguardare i redditi e garantire condizioni sostenibili per continuare a produrre.













