Viabilità, sicurezza e manutenzione della strada provinciale SP21 tornano al centro del confronto tra il Comitato civico Longano-Castelpizzuto e la Provincia di Isernia. A riaprire la discussione è la replica del Comitato alle recenti dichiarazioni del presidente della Provincia, Daniele Saia, secondo cui le risorse disponibili per la viabilità sarebbero state destinate a interventi di manutenzione straordinaria su altre arterie provinciali caratterizzate da condizioni di particolare criticità e, in alcuni casi, dal rischio di isolamento delle popolazioni interessate.
Una motivazione che il Comitato civico contesta, non tanto sul principio della necessità di intervenire sulle emergenze presenti sul territorio provinciale, quanto per quella che considera una persistente sottovalutazione delle condizioni della SP21, strada che collega Longano e Castelpizzuto.
Nel documento diffuso dal Comitato viene innanzitutto richiamata la storia delle segnalazioni e degli interventi istituzionali sulla provinciale. Secondo quanto riferito, già nel 2018, nel corso di un primo Tavolo tecnico convocato in Prefettura, sarebbero state accertate importanti criticità della SP21. Una situazione che, sempre secondo il Comitato, avrebbe successivamente portato, nel 2020, all’adozione di un’ordinanza dell’allora presidente della Provincia con la quale veniva vietato il transito sulla strada agli autotreni e agli autoarticolati con massa complessiva a pieno carico superiore alle 18 tonnellate.
È proprio su questo punto che il Comitato concentra una delle proprie principali obiezioni: se le problematiche della SP21 erano già note da anni, perché la strada non avrebbe ancora ricevuto una soluzione strutturale adeguata?
La questione viene posta anche in termini più generali. «Dobbiamo sempre sperare che non accada nulla in altre realtà per avere anche noi i nostri diritti e non passare in secondo ordine?», è la domanda contenuta nella nota. Una posizione che esprime il malcontento delle comunità interessate, ma che si inserisce in un quadro più ampio nel quale gli enti pubblici sono chiamati a stabilire priorità di intervento sulla base delle risorse effettivamente disponibili e delle diverse situazioni di emergenza presenti sul territorio.
Il Comitato, tuttavia, precisa di non chiedere che tutte le risorse destinate alla viabilità provinciale vengano concentrate sulla SP21. La richiesta è piuttosto quella di garantire innanzitutto la messa in sicurezza della strada e, successivamente, una manutenzione ordinaria costante, così da evitare che il progressivo deterioramento dell’infrastruttura determini nuovi problemi e renda necessario, in futuro, il ricorso a ulteriori finanziamenti straordinari.
Un altro capitolo della contestazione riguarda i cosiddetti semafori intelligenti, destinati a regolamentare il transito dei mezzi pesanti all’interno dei centri abitati.
Il Comitato ricorda che lo scorso 11 febbraio il presidente Daniele Saia, insieme al dirigente del settore Viabilità, avrebbe incontrato i rappresentanti del Comitato, affrontando anche il problema relativo alla messa in funzione degli impianti. In quella circostanza, secondo quanto riferito nella nota, sarebbe stata indicata come criticità la gestione delle SIM necessarie al funzionamento e alla programmazione dei dispositivi.
È proprio su questo aspetto che il tono della protesta si fa più duro. Il Comitato considera infatti difficilmente comprensibile che, nell’attuale contesto tecnologico, un problema legato alla configurazione o alla gestione delle SIM possa tradursi in un ulteriore rallentamento nell’attivazione di strumenti considerati utili per la sicurezza e la regolamentazione del traffico pesante.
La domanda, volutamente provocatoria, è quindi: «Possibile che non esista un tecnico in Italia in grado di predisporre una SIM?»
Al di là dell’espressione polemica, il punto sollevato dal Comitato riguarda soprattutto i tempi di attuazione delle soluzioni prospettate. Se gli impianti sono stati individuati come uno degli strumenti per disciplinare il traffico, la comunità chiede di sapere quali siano concretamente gli ostacoli ancora da superare e quali siano i tempi previsti per la loro piena operatività.
Il documento si conclude con una forte preoccupazione per la sicurezza degli utenti della SP21. Il Comitato riferisce di incidenti che continuerebbero a verificarsi lungo l’arteria, fortunatamente, secondo quanto riportato, senza conseguenze finora particolarmente gravi.
È questo probabilmente il tema centrale del confronto: quanto a lungo una situazione di criticità può essere gestita attraverso limitazioni, interventi parziali e manutenzioni senza arrivare a una soluzione strutturale?
Da una parte la Provincia rivendica la necessità di distribuire le risorse disponibili tra le diverse emergenze della rete viaria e intervenire laddove le condizioni rappresentano un concreto rischio per le comunità. Dall’altra, il Comitato Longano-Castelpizzuto sostiene che la SP21 sia una criticità conosciuta da anni e che proprio questa consapevolezza dovrebbe tradursi in una programmazione stabile degli interventi.
Il confronto, dunque, non riguarda soltanto una strada, ma il criterio con cui vengono individuate le priorità della viabilità provinciale. E, soprattutto, pone una domanda alla quale saranno i fatti e gli interventi concreti a dover dare risposta: quando una criticità è conosciuta da anni, quali sono i tempi ragionevoli perché diventi finalmente una priorità di intervento?
Nel frattempo, le comunità di Longano e Castelpizzuto continuano a chiedere sicurezza, manutenzione e risposte. Non necessariamente più risorse degli altri territori, ma — è il senso della protesta — la certezza che una strada già segnalata come problematica non venga dimenticata.


















