Nell’area matesina tra la provincia di Isernia e quella di Campobasso l’estate non finisce quando il calendario comincia a voltare pagina. Nei piccoli centri, infatti, settembre conserva ancora il ritmo delle feste, degli incontri e delle occasioni che riportano in primo piano consuetudini spesso lontane dai circuiti più conosciuti.
È un territorio che continua a sorprendere: quella delle comunità che si ritrovano, dei volontari che si rimboccano le maniche, delle ricette tramandate e di appuntamenti che diventano parte del patrimonio sentimentale di un paese.
È successo anche sabato scorso (19 settembre), a pochi chilometri di distanza, tra Cantalupo nel Sannio e Castellone di Bojano. Due appuntamenti partecipati, nati da esperienze e tradizioni differenti, ma accomunati dalla capacità di trasformare una semplice serata in un momento di incontro.
A Cantalupo una preparazione che richiama la devozione popolare e il lavoro delle donne di un tempo; a Castellone una sagra che ha ormai raggiunto un traguardo importante e che continua a richiamare persone anche dai centri vicini. In mezzo, ci sono i volti di chi dedica tempo ed energie e la consapevolezza che custodire una tradizione significa darle ogni volta una nuova occasione per essere conosciuta.
Abbiamo seguito entrambe le serate, entrando nelle cucine, tra i tavoli e in mezzo alla gente, per raccontare cosa accade quando un paese decide di tenere insieme passato e presente attraverso il cibo, quello semplice, genuino, capace ancora oggi di mettere tutti d’accordo.
















