A poche ore dall’apertura della stagione di pesca, cresce l’incertezza tra i pescatori dei versanti campani e molisani del Parco Nazionale del Matese. L’assenza di indicazioni ufficiali sull’applicabilità delle norme regionali nei tratti ricadenti in Zona 2 sta generando dubbi e preoccupazioni lungo le sponde del fiume Volturno, del fiume Lete, del torrente Sava e nei bacini del Lago del Matese, del Lago di Gallo e del Lago di Letino.
Secondo quanto previsto dalla normativa vigente e ribadito dalla Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee (FIPSAS), tali corpi idrici, pur ricadendo nel perimetro del Parco in Zona 2 e insistendo sui territori delle Province di Isernia (Molise) e Caserta (Campania), restano disciplinati dai Calendari Ittici e dai Regolamenti regionali attualmente in vigore. Norme che regolano specie catturabili, periodi di apertura, misure minime e limiti di prelievo.
Il Decreto del 22 aprile 2025 relativo alla perimetrazione e zonazione provvisoria del Parco introduce un elemento di potenziale criticità. All’articolo 4, comma 1, lettera a), stabilisce infatti che «sono vietati su tutto il territorio del Parco nazionale del Matese la cattura, l’uccisione, il danneggiamento e il disturbo della fauna selvatica», salvo eccezioni per fini di ricerca o interventi autorizzati dal Comitato di gestione per riequilibri ecologici.
Una formulazione di carattere generale che, secondo le associazioni piscatorie, potrebbe essere interpretata come estensiva anche alla fauna ittica, incidendo di fatto sull’esercizio della pesca sportiva e ricreativa, intesa come cattura e trattenimento del pescato.
Allo stato attuale, non risulta ancora adottato né il Regolamento del Parco né lo specifico Regolamento per l’esercizio della pesca nelle sue acque. Un vuoto regolamentare che lascia spazio a interpretazioni discordanti e che rischia di tradursi in un blocco di fatto dell’attività proprio alla vigilia dell’apertura.
La questione è stata formalmente condivisa dalle associazioni piscatorie operanti in Molise e Campania, inclusi i rispettivi Comitati federali FIPSAS, che chiedono congiuntamente chiarezza normativa e certezze operative. L’interrogativo posto è preciso: nelle more dell’adozione del Regolamento del Parco, è consentito continuare ad applicare le disposizioni dei Calendari Ittici e dei Regolamenti regionali vigenti per i tratti in Zona 2?
Per centinaia di appassionati, ma anche per l’indotto economico legato alla pesca sportiva nelle aree interne del Matese, la risposta non è secondaria. Senza un pronunciamento ufficiale del Comitato di gestione o del Ministero competente, il rischio è che domani l’apertura si trasformi in una giornata segnata dai dubbi e da verbali salati piuttosto che dalle catture.
Intanto, lungo le rive del Volturno e del Lete, l’attesa è carica di apprensione. I pescatori chiedono solo una cosa: regole chiare, prima di calare le lenze.











