Sarà compito degli inquirenti fare piena luce sui lavori eseguiti lungo le sponde del fiume Zittola, nel territorio comunale di Castel di Sangro. Al centro delle verifiche vi sono l’eventuale autorizzazione degli interventi, la loro conformità alle normative vigenti e, soprattutto, il rispetto dei livelli minimi di tutela ambientale previsti per un’area di particolare pregio naturalistico.
Nel tratto interessato, allo stato attuale, non risultano affissi cartelli informativi che indichino le ragioni o la natura delle opere in corso, elemento che alimenta interrogativi e preoccupazioni tra cittadini e associazioni. Secondo l’associazione ecologista Il Nibbio, non vi sarebbero motivazioni tali da giustificare quella che viene definita una vera e propria devastazione delle sponde del corso d’acqua.
La vicenda è ora all’attenzione dei Carabinieri Forestali della stazione locale, contattati nelle ultime ore per avviare gli accertamenti del caso. I militari sono stati attivati per verificare se gli interventi siano stati eseguiti nel rispetto delle procedure autorizzative e delle prescrizioni ambientali previste.
L’area in questione, infatti, rientra nella zona S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario) della Rete Natura 2000, la rete europea di aree protette istituita per garantire la conservazione degli habitat naturali e delle specie di interesse comunitario. Un vincolo che impone particolare cautela e rigorosi controlli su qualsiasi intervento possa alterare l’equilibrio dell’ecosistema fluviale.
Le prossime ore saranno decisive per chiarire la natura dei lavori e accertare eventuali responsabilità. Nel frattempo, cresce l’attenzione sul destino di un tratto di fiume considerato di rilevante valore ambientale per l’intero territorio.











