Con la scomparsa di Panfilo Cherubini, originario di Sulmona e per quasi quarant’anni sottufficiale dell’Esercito, se ne va un uomo che ha saputo lasciare un segno profondo per le straordinarie qualità umane che lo hanno accompagnato in ogni fase della sua vita.
Si è spento ieri a Chieti all’età di 75 anni. Da tempo combatteva con un male incurabile, affrontato con il coraggio e la dignità che avevano sempre contraddistinto il suo carattere. Non si era mai arreso a un destino che sembrava già scritto, scegliendo invece di vivere ogni giorno con il sorriso, con quella serenità che riusciva a trasmettere a chiunque gli fosse accanto.
La sua lunga carriera nella Forza Armata lo aveva visto prestare servizio prima a Padova, poi a L’Aquila e infine a Roccaraso, dove concluse il proprio percorso professionale al raggiungimento dei limiti di età dopo circa quarant’anni trascorsi sotto le stellette. Proprio l’approdo in Alto Sangro rappresentò una delle pagine più significative della sua vita.
Alla Base Logistico Addestrativa di Roccaraso, Cherubini divenne ben presto un punto di riferimento. La sua innata capacità di instaurare rapporti umani, unita a una simpatia spontanea e mai costruita, gli consentì di entrare nel cuore della comunità locale. Chi lo incontrava difficilmente dimenticava quel sorriso rassicurante, la disponibilità all’ascolto e quella battuta sempre pronta a stemperare anche le situazioni più difficili.
Le numerose amicizie coltivate nel territorio si rivelarono preziose anche nello svolgimento del suo servizio. Grazie alla stima conquistata sul campo e alla profonda conoscenza della realtà locale, Panfilo contribuì spesso alla soluzione di problematiche che interessavano il comando presso il quale prestava servizio, dimostrando come il valore di un militare non si misuri soltanto nella disciplina e nella professionalità, ma anche nella capacità di costruire relazioni autentiche con il territorio.
Negli anni trascorsi a Roccaraso lavorò fianco a fianco con l’allora comandante della Base, il Tenente Colonnello Lucio Ludovico, anch’egli scomparso ormai dieci anni fa, condividendo con lui un periodo di intensa attività e di reciproca stima professionale. Al momento del congedo, circa quindici anni fa, fu il Tenente Colonnello Mario Mura a tributargli il saluto ufficiale, riconoscendo il valore di una carriera costruita con dedizione, senso del dovere e spirito di servizio.
Terminata l’esperienza militare, Panfilo aveva intrapreso una nuova stagione della sua esistenza. Quattro anni fa aveva trovato l’amore e aveva scelto di trasferirsi sulla costa abruzzese, in provincia di Chieti, dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, senza mai perdere quell’ottimismo che lo aveva sempre accompagnato.
Oggi il dolore per la sua scomparsa accomuna quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo. A piangerlo non sono soltanto i familiari, ma anche gli amici, gli ex colleghi e le tante persone incontrate lungo il suo cammino, da Sulmona a Roccaraso fino alla costa teatina.
Per tutti resterà il ricordo di un uomo semplice, leale, generoso, capace di mettere gli altri a proprio agio con naturalezza. Un militare esemplare, ma prima ancora una persona autentica, che ha saputo conquistare affetto e rispetto senza mai cercare protagonismo.
La sua assenza lascia un vuoto difficile da colmare, ma il ricordo di Panfilo Cherubini continuerà a vivere nei racconti, nei sorrisi e nella gratitudine di chi ha condiviso con lui un tratto di strada. Perché ci sono persone che, pur andandosene, continuano a essere presenti nella memoria di una comunità grazie alla bontà, all’umanità e alla simpatia che hanno saputo donare in vita.




















