I silenzi non sono tutti uguali. Alcuni proteggono, altri nascondono ferite, disagio e fragilità che spesso restano invisibili. È proprio da questa consapevolezza che prende le mosse “Dove nascono i silenzi”, il libro di Claudia Conte, che mercoledì 19 agosto farà tappa a Isernia nell’ambito del tour di presentazione dell’opera.
L’appuntamento è fissato alle 19, al Bar Centrale di Piazza Andrea d’Isernia 24, dove la giornalista, scrittrice e conduttrice incontrerà il pubblico per una serata che punta ad andare oltre la semplice presentazione editoriale, trasformandosi in uno spazio di ascolto, confronto e riflessione.
Al centro dell’incontro ci saranno alcuni dei temi più delicati e attuali della società contemporanea: la fragilità, il disagio, la violenza, le ferite personali e sociali e, soprattutto, la difficoltà di chiedere aiuto. Questioni che spesso rimangono confinate nella dimensione privata e che il libro prova invece a portare alla luce attraverso le parole e il racconto.
A dialogare con Claudia Conte saranno Padre Maurizio Raimondo, teologo, filosofo, giornalista, opinionista e direttore di una comunità di recupero, e la dottoressa Francesca Scarabeo, medico ed ex assessore comunale di Isernia. A moderare il confronto sarà il giornalista e opinionista Lorenzo Lommano.
“Dove nascono i silenzi” invita a guardare oltre ciò che appare, cercando di riconoscere quelle situazioni di sofferenza che possono rimanere nascoste anche a chi vive accanto a noi. In questa prospettiva, l’ascolto assume un valore fondamentale: rompere il silenzio non significa semplicemente iniziare a parlare, ma può rappresentare il primo passo verso il recupero della dignità, della consapevolezza e della possibilità di ricominciare.
Per Claudia Conte, da anni impegnata attraverso il giornalismo, la cultura e l’attività sociale sui temi della tutela delle persone più fragili, dei giovani e della prevenzione di ogni forma di violenza, la scrittura diventa così anche strumento di impegno civile. Le parole non sono soltanto materia narrativa, ma possono contribuire a far emergere realtà spesso ignorate e a creare occasioni di confronto.
«Ci sono silenzi che proteggono e silenzi che feriscono. E ci sono storie che hanno bisogno di essere ascoltate prima ancora che raccontate».
È questo il messaggio che accompagnerà la serata isernina. Un incontro pensato non soltanto per parlare di un libro, ma per interrogarsi sul significato dell’ascolto e sulla responsabilità di non voltarsi dall’altra parte davanti a una richiesta di aiuto, anche quando arriva attraverso un silenzio.
Perché dietro ogni silenzio può esserci una storia. E riconoscerla, ascoltarla e darle finalmente voce può essere il primo passo per tornare a vivere.















