Non sono riuscito a sentire le campane.
Sono entrato in fretta e salito le scale senza pensare alla fatica dei tre piani. Arrivato dinanzi la porta d’ingresso il gelo ha avvolto i ricordi di un tempo passato che mai ha smesso di battere nel mio cuore. Intenso il respiro e le inermi membra si son bloccate a causa dell’emozione e del pianto.
Difficile condizionare le emozioni che spontaneamente vengono da impulsi non consoni alla vita di tutti i giorni, quelli che vengono smorzati dalla facciata, dal non trasparire verità ed a volte sensazioni di felicità o di dolore.
E’ davvero significativo vedere negli occhi di altri, che al momento soffrono la dipartita di cari diretti con cui convissuta una vita sotto lo stesso tetto, a braccetto con la crescita di figli, di amarezze, di cordialità, di passioni e spesso infelicità. Domenico è un amico da sempre, da quando giovani ragazzi si lavorava per essere indipendenti, liberi o per imparare un mestiere.
Io e Domenico eravamo li a piazza Roma. Vent’anni passati l’uno a fianco dell’altro. Gioie e dolori di giovani vite dedite all’amicizia e alla condivisione della fatica di lavori di un tempo che resteranno per sempre indelebili nella storia di ognuno di noi.
Difficile condizionare le emozioni che spontaneamente vengono da impulsi non consoni alla vita di tutti i giorni, quelli che vengono smorzati dalla facciata, dal non trasparire verità ed a volte sensazioni di felicità o di dolore.
Mai uno screzio, mai una rincorsa all’egoismo dettato dalla gioventù. Ogni segreto diventava una confessione, ogni passione una condivisione. Comprammo insieme anche una Fiat 124 sport nera e…… non avevamo neanche la patente. Vederlo li, in una bara, seppur bella e luccicante, è stato un trauma dissennatamente inopportuno.
Mi era già capitato nel vedere nella stessa condizione Tonino Lopa. Oggi tutto ciò accade ancora e forse per l’età acquisita, fa ancor più male. Apollonia la conosco sin da giovanissima, è sempre stata la fidanzata, l’unica, di Domenico, poi sua sposa. Oggi nell’abbraccio mi ha cancellato le lacrime dicendomi: Vai via, troppo dolore il tuo. Ricordalo come solo tu lo conoscevi!
Così, con passo lento, barcollante, pieno di sconforto ma cadenzato da ricordi indelebili, sono andato via. Ho vagato con il pianto sul viso, son tornato dinanzi quell’officina di Piazza Roma e, tutto è diventato più trasparente.
Riveder le stelle è la forza della vita e il ricordo di esse non potrà che favorire la cucitura di uno strappo che rimarrà indelebile grazie alla toppa ma che grazie ad essa, non perderà la forza dell’amicizia. Amico mio, ti lascio senza tempo e se spesso ci siamo persi di vista, perdonami se potrai farlo.
Maurizio Varriano
















