L’arte del merletto di Isernia continua a tessere relazioni, a costruire occasioni di confronto e a portare il nome della città e del Molise fuori dai confini regionali e nazionali.
Un patrimonio antico che, grazie all’impegno delle sue custodi, cerca nuove strade per essere tramandato e mantenere un ruolo nella cultura contemporanea.
È questo il significato della recente esperienza vissuta dall’associazione «Il merletto di Isernia, l’arte nelle mani», protagonista, dal 1° al 5 ottobre, di due importanti appuntamenti internazionali: la XXXIII Mostra Internazionale del Pizzo di Novedrate, in provincia di Como, e il 3° Festival Internazionale del Merletto in Bosnia ed Erzegovina, svoltosi dal 2 al 4 ottobre.
Due manifestazioni diverse, ma unite da un obiettivo comune: tutelare, valorizzare e far conoscere una tradizione artigianale che rappresenta una parte significativa della storia e dell’identità delle comunità.
La partecipazione dell’associazione isernina alla manifestazione di Novedrate è arrivata su invito del sindaco Serafino Grassi, in continuità con il rapporto avviato lo scorso luglio, quando la comunità di Novedrate aveva preso parte al Festival Internazionale del Merletto organizzato a Isernia. Un legame che si è progressivamente consolidato, trasformando un primo incontro in un’occasione concreta di collaborazione e scambio culturale.
L’edizione di quest’anno della Mostra, ospitata nella suggestiva cornice di Villa Casana e dedicata al tema «Mani, saperi, futuro. Intrecci di storie e di bellezza», ha riunito realtà italiane e internazionali impegnate nella salvaguardia delle tradizioni del merletto.
Esposizioni, laboratori, dimostrazioni dal vivo e momenti di approfondimento, tra cui il convegno «Merletto e Design», hanno offerto alle partecipanti l’opportunità di confrontarsi su tecniche, esperienze e prospettive differenti.
Per le rappresentanti di Isernia, le giornate lombarde hanno costituito un’importante occasione di crescita e di arricchimento, dalla quale riportare idee e stimoli da sviluppare nelle future attività associative.
Ma il valore di queste esperienze non si esaurisce nella dimensione espositiva. Il confronto con altre realtà permette infatti di individuare nuove possibilità di collaborazione, sperimentare linguaggi diversi e, soprattutto, avvicinare le giovani generazioni a un patrimonio che rischia di perdere continuità se non viene trasmesso con strumenti e sensibilità adeguati ai tempi.
Particolarmente significativo è stato anche l’interesse manifestato dalle delegazioni e dai visitatori nei confronti della storia del merletto di Isernia, delle attività dell’associazione e del lavoro portato avanti per diffondere e valorizzare questa antica lavorazione.
Un’attenzione che conferma quanto una tradizione profondamente legata a un territorio possa suscitare interesse ben oltre i suoi confini, diventando occasione di dialogo e di conoscenza reciproca.
Parallelamente, la trasferta in Bosnia ed Erzegovina ha rappresentato un’altra tappa importante. Il Festival Internazionale del Merletto ha permesso alla delegazione isernina di entrare in contatto con culture e tradizioni differenti, accomunate dalla passione per un’arte che attraversa generazioni e custodisce saperi tramandati soprattutto attraverso il lavoro delle mani.
Un’esperienza particolarmente significativa per la presidente onoraria, alla sua prima partecipazione alla manifestazione bosniaca, che ha potuto apprezzarne non soltanto gli aspetti artigianali, ma anche la dimensione umana e culturale, fatta di incontri, accoglienza e condivisione.
A tracciare un bilancio di queste giornate sono Anna Luisa D’Aloia e Carmela Iavarone, che sottolineano il valore delle relazioni costruite e delle nuove prospettive aperte da entrambe le manifestazioni.
«Siamo rientrati da questa esperienza con nuove idee, relazioni rafforzate e una rinnovata consapevolezza: il futuro del merletto si costruisce insieme, attraverso le mani di chi lo custodisce, la conoscenza di chi lo tramanda e la capacità di renderlo vivo e attuale per le comunità di oggi e di domani».
Il merletto di Isernia non è soltanto un manufatto, ma una testimonianza di storia, pazienza, creatività dell’identità molisana.
Le trasferte di Novedrate e della Bosnia ed Erzegovina lasciano in eredità nuovi contatti e opportunità, ma soprattutto confermano che le tradizioni non sono qualcosa da custodire sotto una campana di vetro: devono continuare a vivere, incontrare nuove generazioni e intrecciarsi con il presente.
Per Isernia, il filo della propria storia continua così a viaggiare lontano, portando con sé un sapere antico che merita di essere conosciuto, riconosciuto e tramandato.
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