Isernia riscopre una parte della propria storia che merita di essere conosciuta e valorizzata: quella della comunità ebraica presente nella città medievale, la cui presenza è documentata almeno dal 1421. Una vicenda che racconta non soltanto l’esistenza di una comunità religiosa, ma anche il contributo offerto alla vita economica del territorio e i legami con le più ampie vicende del mondo ebraico.
A questo tema è stato dedicato l’incontro svoltosi nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre 2026, presso la Biblioteca comunale Michele Romano di Isernia, promosso dal Circolo Sociale Città di Isernia con il patrocinio del Comune. L’appuntamento, dal titolo «La cultura ebraica ad Isernia e nel mondo contemporaneo», ha messo in dialogo la ricerca storica sulla comunità locale con una riflessione sulla narrativa ebraica contemporanea.
Tre prospettive differenti, unite dal filo della memoria: la ricostruzione storica, il valore dell’identità cittadina e la capacità della letteratura di raccontare esperienze umane che superano i confini geografici e culturali.
Ad aprire il percorso di approfondimento è stato Gabriele Venditti, direttore della Biblioteca comunale Michele Romano, con una relazione dedicata agli ebrei a Isernia. Le testimonianze documentali risalgono al 1421, in epoca aragonese, mentre resta da accertare l’esatta collocazione dell’antica giudecca, il quartiere ebraico della città. Tra le ipotesi figura quella che individua in Vico Giove una possibile area di insediamento della comunità.
Venditti ha inoltre richiamato il ruolo economico degli ebrei isernini, legato soprattutto all’attività creditizia, che contribuiva al funzionamento della vita commerciale e finanziaria delle città medievali. Un approfondimento che restituisce valore alla ricerca storica e invita a guardare al centro antico come a un luogo nel quale si sono intrecciate esperienze religiose, culturali ed economiche differenti.
Il significato dell’iniziativa è stato sottolineato da Angelo Marcucci, presidente del Circolo Sociale Città di Isernia, che ha ricondotto l’incontro al più ampio impegno dell’associazione nella riscoperta della memoria storica e dell’identità culturale della comunità.
La presenza ebraica rappresenta, in questa prospettiva, un tassello della storia cittadina che merita di essere restituito alla conoscenza pubblica. Una riflessione che guarda anche al futuro di Isernia, città segnata nel corso dei secoli da guerre e terremoti, ma capace di custodire una storia nella quale si sono incontrate culture e comunità differenti. Riscoprire queste radici significa anche interrogarsi sul valore dell’apertura, della conoscenza e del dialogo nel presente.
Il terzo contributo, affidato a Tommaso Formichelli, socio onorario del Circolo Sociale Città di Isernia, ha allargato lo sguardo alla narrativa ebraica contemporanea. Partendo dalle vicende della comunità isernina e dalla successiva dispersione degli ebrei del Mezzogiorno, il relatore ha accompagnato il pubblico in un percorso attraverso le tradizioni sefardite, ashkenazite e orientali.
Particolare attenzione è stata dedicata alla letteratura intesa non soltanto come espressione della creatività individuale, ma come testimonianza di una civiltà, di una società e di un mondo. Romanzi e racconti possono infatti custodire esperienze storiche, memorie collettive e valori capaci di parlare all’umanità nel suo complesso, andando oltre le singole appartenenze culturali e religiose.
La vicenda degli ebrei di Isernia si inserisce così in una storia molto più vasta, segnata da migrazioni, espulsioni e trasformazioni culturali. Le espulsioni dal Regno di Napoli, culminate nel 1541, rappresentarono una svolta per le comunità ebraiche presenti nel Mezzogiorno, i cui percorsi si dispersero in altri territori, contribuendo alla storia della diaspora.
L’incontro ha dunque unito la ricostruzione delle radici locali a una riflessione di respiro internazionale. Dai documenti medievali alla letteratura contemporanea. Conoscere le comunità che hanno abitato un territorio – è stato detto – significa riconoscere quanto le diverse esperienze culturali abbiano contribuito a definirne la storia.













