Prima del denaro, prima dei negozi pieni di ogni cosa e dell’abitudine a comprare e buttare, c’era lo scambio. Un oggetto poteva passare da una famiglia all’altra, una merce poteva diventare la contropartita di un’altra, e ciò che non serviva più a qualcuno poteva essere utile a qualcun altro.
È da questa memoria della vita di un tempo che nasce “L’Arte del Baratto – Scagna Patan. Quando tutto aveva un valore che non si dava via per nulla”, iniziativa promossa dall’APS Voci e Tradizioni insieme al Comune di Isernia, in programma sabato 26 e domenica 27 settembre, a partire dalle ore 10, in piazza Santa Maria delle Monache, davanti alla Biblioteca Romano.
La particolarità dell’iniziativa sta proprio nel voler riportare il baratto dalla dimensione del racconto a quella della pratica. Il regolamento prevede infatti che i partecipanti possano portare oggetti di qualsiasi natura, purché realizzati indicativamente tra l’inizio del Novecento e il 1960, in buono stato di conservazione e, quando previsto, ancora funzionanti e riutilizzabili. Gli oggetti saranno poi scambiati seguendo le modalità che un tempo regolavano questo tipo di rapporti.
Non è, dunque, un semplice mercatino dell’usato. L’obiettivo dichiarato è ricostruire, attraverso gli oggetti, anche una parte della società che li ha prodotti e utilizzati: utensili, manufatti e oggetti domestici diventano così tracce di un modo di vivere nel quale nulla veniva considerato superfluo con la facilità di oggi.
Accanto al baratto, il programma propone una serie di interventi dedicati alle tradizioni e alla memoria popolare. Dopo l’introduzione affidata a Rosangela Tedeschi e Daniele Monaco, sono previsti i saluti istituzionali del sindaco di Isernia Piero Castrataro, quindi gli interventi della presidente di APS Voci e Tradizioni Mariantonietta Colella ( foto) e di Simone Gargiulo per il progetto “Udite”.
A ricostruire le origini e l’evoluzione storica del baratto sarà Angela Colella, mentre Maria Ottaviano parlerà della scagna patane. Il programma proseguirà con i racconti dedicati a figure e mestieri della tradizione: ‘E arrivate l’oster, con Ester Di Capita, la Bagnarola di Mòplen con Emilia Petrollini, L’ombrellara con Gaia Di Nezza e Lo spazzacamino con Gemma Bontempo.
A chiudere ci sarà una scenetta popolare interpretata da Maria Assunta Angiolilli, Emilia Petrollini, Mariantonietta Colella, Franca Giacchetta e Maria Ottaviano.
Il filo conduttore sarà quindi quello della memoria, ma senza fermarsi alla fotografia d’epoca. La vera curiosità sarà vedere cosa succede quando gli oggetti tornano ad avere un valore diverso da quello stabilito da un prezzo. Una vecchia bagnarola, un attrezzo, un oggetto della casa o qualcosa che oggi sembrerebbe destinato alla soffitta possono tornare a essere merce di scambio, come accadeva quando il valore di una cosa dipendeva soprattutto dalla sua utilità e dalla possibilità di trovare qualcuno che ne avesse bisogno.

















