Abbiamo intervistato Nicola Malatesta, classe 1961, Presidente uscente del Consiglio comunale di Bojano, candidato alle prossime elezioni con la lista “Benvenuta Bojano” guidata dal sindaco uscente Carmine Ruscetta.
Malatesta, il suo impegno pubblico nasce anche dall’esperienza con il Club Alpino Italiano – sottosezione di Bojano. Ci racconta com’è iniziato questo percorso?
“Premetto che l’anno prossimo ricorrerà il ventesimo anniversario della nascita della sottosezione. All’epoca sono stato tra i fondatori: sentivamo l’esigenza di creare una realtà nostra, perché, nonostante Bojano fosse un centro di grande valore storico e ambientale alle pendici del Matese, mancava un punto di riferimento locale per gli appassionati di montagna e trekking, che infatti erano iscritti alla sezione CAI di Campobasso.
Con orgoglio sannita decidemmo quindi di dar vita alla nostra sottosezione. Il primo presidente fu il compianto Domenico Patullo; dopo tre anni subentrai io, ricoprendo la carica per sei anni. Durante la mia presidenza siamo passati da circa 50 iscritti a oltre 100, numeri che ancora oggi si mantengono. Recentemente mi sono dimesso dal direttivo per favorire un giusto ricambio generazionale, ma continuo a essere iscritto da ormai 19 anni.”
Quando nasce invece la sua passione per la politica?
È una passione che coltivo fin da giovane. La mia prima candidatura risale al 1988, quando avevo 27 anni e mi presentai con il Partito Socialista Italiano, risultando il primo dei non eletti. I miei riferimenti ideali erano Sandro Pertini e Bettino Craxi.
Ho sempre vissuto la politica in maniera attiva. Con il comitato civico di Castellone ci siamo impegnati per opere importanti: dalla realizzazione della nuova conduttura dell’acqua, in sostituzione di quella in cemento-amianto, al rifacimento delle fognature, fino alla regolazione del traffico lungo la Statale 17. Il nostro obiettivo era portare la borgata di Castellone allo stesso livello delle altre realtà del Comune di Bojano.”
Il suo ingresso in Consiglio comunale quando avviene?
“Sono stato eletto per la prima volta nel 1993 con la lista “Tutti Insieme per Bojano”, e in quell’occasione fui anche delegato come consigliere della Comunità Montana. Da allora sono stato spesso candidato e, cinque anni fa, grazie al sostegno dei cittadini – in particolare di quelli di Castellone – sono stato rieletto.
Il sindaco Ruscetta mi ha poi voluto come Presidente del Consiglio comunale e, conoscendo il mio legame con il territorio, mi ha affidato anche la delega all’ambiente.”
Uno dei temi più delicati è stato l’ingresso di Bojano nel Parco Nazionale del Matese, che ha generato anche divisioni. Come ha vissuto questa fase?
“In realtà, quando siamo entrati in carica nel 2020, il Parco era già stato istituito con un provvedimento del Governo del 31 dicembre 2017. Tuttavia, la questione è diventata concreta solo dopo il ricorso al TAR promosso da Italia Nostra.
Noi amministratori abbiamo promosso numerosi incontri pubblici per ascoltare tutti. Sono convinto che il Parco rappresenti una grande opportunità per il territorio: nei prossimi anni potremo accogliere molti visitatori attratti dalla bellezza delle nostre montagne.
È vero, ci sono stati confronti, ma mai scontri aspri. Anche il mondo venatorio, pur con le sue preoccupazioni, ha riconosciuto il nostro impegno nel dialogo.”
Durante il suo mandato da Presidente del Consiglio comunale, quale linea politica ha seguito?
“Ci siamo insediati nel 2020, in piena emergenza Covid. Il mio pensiero va ancora oggi alle tante persone che abbiamo perso a causa di quella tragedia.
Dopo circa un mese, abbiamo scoperto una situazione finanziaria molto critica: il Comune era in dissesto e abbiamo dovuto approvare, nel giro di cinque mesi, tre bilanci arretrati. Gli uffici erano inoltre carenti di personale.
Il sindaco, grazie all’articolo 110, è riuscito ad assumere figure dirigenziali necessarie per affrontare l’emergenza. Ricordo ancora quando, durante gli auguri di Pasqua, ci comunicò che i bilanci erano stati finalmente approvati dal Ministero.
Nel mio ruolo ho dovuto firmare una grande quantità di atti in tempi rapidi. Oggi il dissesto non è ancora completamente superato, ma possiamo dire con certezza di aver risanato i conti. Solo ora possiamo iniziare a costruire un vero bilancio politico: fino ad oggi è stata un’amministrazione improntata al rigore, come farebbe un buon padre di famiglia.”
Quali sono oggi le priorità per Bojano?
“Dal momento in cui la Comunità Montana ha trasferito alcune deleghe al Comune, mi sono occupato in particolare, come detto, di ambiente. Abbiamo riscontrato l’assenza di regolamenti fondamentali, come quelli sulla Fida Pascoli e sugli usi civici. Siamo riusciti a introdurli e ad avviare il primo piano di taglio programmato dei boschi, generando entrate utili per le casse comunali.
Un altro problema importante risolto riguarda l’enfiteusi: molti cittadini, dopo averne fatto richiesta, sono diventati proprietari effettivi dei terreni.
Purtroppo il dissesto finanziario ci ha impedito di partecipare a diversi bandi con cofinanziamento, ma siamo riusciti comunque a intercettare fondi regionali senza compartecipazione, raggiungendo circa 20 milioni di euro di investimenti.
Qual è oggi il clima tra i cittadini? Avete percepito comprensione rispetto alle difficoltà affrontate?
“Ogni anno abbiamo organizzato conferenze stampa per informare i cittadini sulle problematiche e sulle azioni intraprese. Oggi mi sento sereno e fiducioso: durante questa campagna elettorale percepiamo incoraggiamento e sostegno da parte della popolazione, che ci invita a proseguire su questa strada. L’attuale squadra amministrativa si ricandida quasi interamente, con l’inserimento di alcuni giovani, perché crediamo nel ricambio generazionale. Abbiamo lavorato come una squadra, dividendoci i compiti e seguendo da vicino ogni intervento sul territorio, spesso sopperendo anche alle carenze degli uffici.”













