Sarà Vladimir Luxuria la testimonial della sesta edizione del Molise Pride, in programma il prossimo 25 luglio a Campobasso. Un ritorno dal forte valore simbolico per l’attivista, scrittrice e storica protagonista delle battaglie per i diritti LGBTQIA+, che fu tra le prime a credere nella possibilità di portare una manifestazione dell’orgoglio anche in Molise.
Fu proprio Luxuria, infatti, durante il Basilicata Pride del 2017, a lanciare l’idea di organizzare un Pride nella regione. Un’intuizione che si concretizzò l’anno successivo con la storica prima edizione del Molise Pride, svoltasi nel 2018 proprio nel capoluogo regionale, dove Luxuria ricoprì il ruolo di testimonial. A distanza di otto anni, tornerà a sfilare per le strade di Campobasso, città che ospita nuovamente la manifestazione dopo le tappe di Isernia e Termoli.
L’edizione 2026 sarà però anche un momento di riflessione e memoria. Come annunciato dalla presidente di Arcigay Molise, Luce Visco, il corteo sarà dedicato a Mirko Moriconi e a sua madre Kety Andreoni, recentemente uccisi in un drammatico caso che ha scosso l’opinione pubblica. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, il padre di Mirko, autore dell’omicidio, avrebbe pronunciato la frase: “Meglio morto che gay” dopo una lite.
«Il Molise Pride sarà dedicato a Mirko Moriconi e a sua madre Kety Andreoni, vittime recenti di omicidio omotransfobico e femminicidio. Il padre, l’assassino, aveva detto dopo una lite “meglio morto che gay”. Questo deve far ricordare a tutte le istituzioni l’importanza del contrasto alle discriminazioni verso le persone LGBT», ha dichiarato Visco.
Il messaggio degli organizzatori è chiaro: il Pride non sarà soltanto una giornata di festa e colori, ma anche un’occasione per ribadire la necessità di rafforzare il contrasto all’omotransfobia, alla violenza di genere e a ogni forma di discriminazione.
Negli anni il Molise Pride è cresciuto fino a diventare uno degli appuntamenti più significativi dell’estate molisana, inserito nel calendario nazionale dell’Onda Pride. La manifestazione rappresenta un momento di visibilità, partecipazione e rivendicazione dei diritti civili, coinvolgendo associazioni, istituzioni e cittadini provenienti da tutta la regione e anche da fuori Molise. Il ritorno a Campobasso assume inoltre un valore simbolico, riportando il corteo nel luogo in cui ebbe inizio il percorso del movimento regionale per i diritti LGBTQIA.













