Non sarà soltanto una festa dedicata alla civiltà pastorale, ai sapori della montagna o alle antiche tradizioni del Matese. La Festa del Pastore, in programma domenica 19 luglio a Campitello di Roccamandolfi, si conferma uno degli appuntamenti più autorevoli del panorama molisano per discutere il presente e soprattutto il futuro della zootecnia, della pastorizia e delle aree interne.
Un risultato che porta la firma dell’Associazione Orizzonti del Matese e del suo presidente Vitalino Scasserra, che negli anni ha saputo trasformare un evento popolare in un vero laboratorio di idee, capace di mettere attorno allo stesso tavolo allevatori, veterinari, ricercatori, amministratori e rappresentanti delle istituzioni. Una visione lungimirante che ha fatto della Festa del Pastore un punto di riferimento non soltanto per il Molise, ma per tutti coloro che vedono nella zootecnia estensiva un patrimonio economico, ambientale e culturale da difendere e valorizzare.
Scasserra ha sempre sostenuto che il futuro delle montagne passa attraverso il rilancio delle attività tradizionali, purché siano accompagnate dall’innovazione scientifica, dalla formazione e da politiche capaci di riconoscere il valore sociale degli allevatori. Un messaggio che negli anni è diventato il filo conduttore della manifestazione, oggi considerata a pieno titolo un appuntamento apicale per il dibattito sul comparto
zootecnico molisano.
L’edizione 2026 sarà ulteriormente impreziosita da una due giorni di approfondimento scientifico, in programma tra sabato 18 e domenica 19 luglio, dedicata alla figura di Luigino Bellani, nel centenario della nascita. L’iniziativa intende approfondire alcuni dei temi che hanno caratterizzato la sua visione della sanità pubblica veterinaria: il rapporto tra territorio e prevenzione, la qualità degli alimenti, il ruolo degli animali come indicatori dello stato di salute dell’ambiente e la responsabilità dei veterinari nelle comunità rurali.
Il titolo scelto, “Territori diversi, regole intelligenti”, sintetizza efficacemente una filosofia che guarda alle specificità delle aree montane e alla necessità di coniugare sicurezza alimentare, sostenibilità e sviluppo.
Sabato 18 luglio, nella sala consiliare del Comune di Roccamandolfi, si alterneranno relatori di assoluto prestigio. Dopo i saluti istituzionali, moderati da Giuseppe Vassalotti dell’Ordine dei Medici Veterinari di Campobasso, Giovanna Liguori, dirigente veterinario della ASL di Foggia, parlerà del ruolo degli animali come sentinelle della salute ambientale. Seguiranno gli interventi di Angelo Niro, dedicato alla sostenibilità sanitaria delle produzioni lattiero-casearie tradizionali, di Angelo Citro, sulla semplificazione normativa nei territori rurali, e del vicepresidente nazionale della FNOVI, Orlando Paciello, che illustrerà il ruolo della Federazione nella costruzione di una moderna prevenzione veterinaria territoriale.
Il cuore della manifestazione sarà però domenica 19 luglio, quando la tensostruttura di Campitello ospiterà gli incontri scientifici inseriti nel programma della Festa del Pastore.
I lavori saranno moderati da Angelo Niro e affronteranno temi che intrecciano alimentazione, tradizione e salute pubblica. Giuseppe Cianfrani illustrerà come le comunità rurali garantivano la sicurezza alimentare prima dell’avvento della refrigerazione; Dionisio Cofelice analizzerà il valore nutrizionale e culturale dei cereali e delle farine tradizionali; Leo Terzano, di ISDE Molise, approfondirà le problematiche legate agli alimenti ultraprocessati e al loro impatto sulla salute; mentre Giovanna Salvatore, agronoma e ricercatrice dell’Università del Molise, racconterà il miele come straordinario indicatore della biodiversità e della qualità ambientale.
La Festa del Pastore diventa così molto più di una semplice manifestazione folkloristica. È il luogo dove la cultura pastorale incontra la ricerca scientifica, dove le tradizioni dialogano con le normative europee e dove il sapere degli allevatori si confronta con quello del mondo accademico e della medicina veterinaria.
È questa la scommessa che Vitalino Scasserra porta avanti da anni: fare della montagna non un territorio da assistere, ma un laboratorio di sviluppo sostenibile. La presenza di alcuni tra i più autorevoli esponenti della veterinaria italiana conferma come quella intuizione abbia ormai superato i confini regionali, trasformando Roccamandolfi in un punto di riferimento nazionale per il confronto sul futuro della zootecnia, della sicurezza alimentare e della tutela dell’ambiente.
















