Dopo l’ultima stagione dove, al Molinari, il più delle volte eravamo stati abituati a vedere razzolare degli spauriti pulcini bagnati, si era fatta strada nell’animo dei più vecchi e romantici tifosi rossoblù, la convinzione che, i branchi di Lupi, almeno in questa latitudine del fecondo e antico Sannio, si erano definitivamente estinti. Invece no, sabato pomeriggio, verso le ore 18.00, dal cementato sottopassaggio si è udito l’ululato del branco, i Lupi sono tornati.
Dopo l’amaro esordio di Ravenna, un animato e volitivo undici rossoblù è riuscito, soprattutto nella prima frazione di gioco, a controbattere prima, ad aggredire dopo, la forte formazione sassarese, una tra le squadre accreditate per scalare la vetta della classifica.
Il Campobasso ha sfoderato una gara di carattere d’altri tempi, non rifiutando mai l’aspro odore dell’agonismo e digrignando i denti contro la sempre arcigna grinta sarda.
Un Campobasso che merita un rotondo 7 in pagella. Sicuro in difesa, da sottolineare il buon esordio del giovane portiere Tantalocchi (malgrado la “paperella” in occasione del momentaneo pareggio avversario; 63′, Musso), coriaceo a centrocampo, ottima la prova di “Soldatino Jr.” Di Livio, e superbo in attacco, egregie le prove di “Ruralissimo” Bifulco, autore di una doppietta (22′ e 81′), e di “Achille” Padula, il giovane dalla bionda chioma sta crescendo gara dopo gara.
Al branco del campo ha risposto il branco dei quattromila e più del Molinari, ancora una volta il 12mo lupo in campo. Il continuo incitamento arrivato dagli spalti dal primo al 96mo, soprattutto nel momento più delicato dell’incontro, quando la squadra sembrava aver accusato il pugno del gol avversario, ha spinto i nostri oltre le loro possibilità, oltre la fatica, oltre la paura, oltre il pareggio, accompagnando con la voce il pallone dentro la rete. Magnifici.
Archiviata l’urticante Torres, sabato prossimo il branco si sposta nella provincia modenese. Bisogna azzannare l’imbattuto falchetto carpigiano, la caccia è aperta…


















