La cultura come motore di sviluppo sostenibile: apre a Sepino il nuovo hub culturale con il primo Festival dei Patrimoni Dispersi. Il 9 ottobre 2025 prende il via a Sepino la prima edizione del Festival dei Patrimoni Dispersi, un evento culturale di quattro giorni che segna anche l’apertura ufficiale al pubblico di Palazzo Tiberio, il nuovo polo culturale che ridefinisce l’offerta culturale del territorio molisano. Un progetto di ricerca e valorizzazione territoriale.
Il Festival si inserisce nell’ambito del progetto “RACCONTI RADICATI – patrimoni dispersi e voci dai territori”, realizzato dall’impresa culturale e creativa JustMO’ in partenariato con il Comune di Sepino e il Parco Archeologico di Sepino, con la consulenza scientifica di Antonio Fanelli (Antropologo culturale della Sapienza Università di Roma). L’iniziativa è finanziata dallo SPOKE 9 del progetto Changes_Crest_1 per il sostegno di azioni “Bottom-Up” per la ricerca sul Turismo Culturale Sostenibile nel Mezzogiorno.
L’obiettivo è creare una connessione autentica tra turisti e comunità sepinese attraverso una narrazione dalle varie identità del territorio, promuovendo forme di turismo sostenibile e coinvolgendo diverse categorie di visitatori interessati alla cultura, alle radici familiari e alla storia locale.
Il cuore del Festival: recuperare e condividere memorie disperse.
Il Festival nasce dalla volontà di raccontare e collegare storie di fondi archivistici, racconti orali e memorie collettive di piccole comunità. Questi materiali così preziosi e fragili vengono recuperati e condivisi attraverso ricerca, pubblicazione e digitalizzazione. Un esempio emblematico è la storia di Michele Testa, antifascista nativo di Cercemaggiore e fondatore del quartiere romano di Tor Sapienza, il cui archivio “torna” in Molise grazie alla Fondazione Gramsci di Roma che lo ha acquisito di recente. Palazzo Tiberio: un nuovo centro culturale per il Molise.
Questa prima edizione coincide con l’apertura ufficiale di Palazzo Tiberio, che si articola in tre funzioni innovative:
● SepinoHub: l’hub di comunità per l’aggregazione e le attività territoriali
● MAT – Museo del Matese: spazio espositivo dedicato al patrimonio locale
● Archivio 20|XX: nuovo centro di raccolta e conservazione di fondi di studiosi locali, archivi fotografici di comunità, archivi sonori e patrimoni culturali “dispersi”
Il primo fondo dell’Archivio sarà quello di Giuseppe Di Domenico, il grande cantastorie di Riccia, i cui appunti manoscritti rappresentano un patrimonio fondamentale della tradizione musicale della Valle del Fortore.
Il programma: quattro giorni di cultura, ricerca e condivisione:
Giovedì 6 ottobre – Il festival si apre con il convegno “La cultura come motore di sviluppo sostenibile“, che vedrà la partecipazione di esperti del settore, accademici e rappresentanti istituzionali per discutere il ruolo del patrimonio culturale nella rigenerazione sociale ed economica dei territori interni. L’incontro sarà moderato da Felicita Pistilli, inviata del TG1.
Venerdì 10 ottobre – Giornata dedicata alla figura di Michele Testa, con una visita guidata a Cercemaggiore e un seminario sull’archivio del fondatore di Tor Sapienza. La serata sarà dedicata alla proiezione del documentario “Conversazioni con Alberto Mario Cirese“: un film dedicato al maestro dell’antropologia culturale italiana e al suo legame con il Molise.
Sabato 11 ottobre – Focus su “Fare cultura: raccogliere, digitalizzare e condividere patrimoni storici”, con esperti di digitalizzazione e conservazione archivistica e di politiche culturali. Nel pomeriggio, seminario dedicato al brigantaggio con la presentazione dei libri di Alessio Petrizzo e Maddalena Carli. La giornata si conclude con il concerto de L’Arcano Patavino.
Domenica 12 ottobre – Presentazione del progetto “ältjiliä” presso il Parco Archeologico di Sepino, con installazioni temporanee realizzate dagli studenti dell’Università Federico II di Napoli. Segue una lectio di Laura Faranda (Sapienza Università di Roma) sulle divinità sannitica Mefite e le trasformazioni del culto in epoca cristiana. Chiusura con lo spettacolo teatrale “Spedino e Zio Peppino”: il cantautore molisano accompagna il Cantastorie in un concerto che “mette in scena” il primo fondo digitale dell’Archivio 20/XX.
Installazioni artistiche e formazione
Durante tutto il festival, il Parco Archeologico di Sepino ospiterà “ältjiliä”, installazioni temporanee ideate dagli studenti del DIARC dell’Università Federico II di Napoli per creare un dialogo innovativo tra memoria, paesaggio e fruizione culturale.
Il festival sarà anche tappa della Scuola di Arti Performative e Community Care, un percorso di formazione alla ricerca sociale basato sui principi dell’open learning e delle metodologie partecipative.
Il festival è ad ingresso gratuito e rappresenta un’occasione unica per scoprire il nuovo polo culturale molisano e partecipare a un dibattito nazionale sui temi della valorizzazione del patrimonio culturale nelle aree interne.
MANIFESTO FESTIVAL PATRIMONI DISPERSl

















