Con la premiazione dei tre vincitori dell’incubatore ReStartApp, dedicato a giovani aspiranti imprenditori della montagna, si è conclusa oggi (4 marzo) a Castel del Giudice l’edizione 2025 del Progetto Appennino, promosso e realizzato da Fondazione Edoardo Garrone in collaborazione con il Comune di Castel del Giudice, capofila di un ampio partenariato territoriale.
Ai tre migliori progetti elaborati nell’ambito del campus intensivo che si è svolto tra giugno e ottobre 2025, Fondazione Edoardo Garrone ha assegnato premi di startup per un valore totale di 60.000 euro, destinati a supportarne la realizzazione.
Il primo premio, del valore di 30.000 euro, è stato assegnato a Rocco Di Mambro, di Isernia, per il progetto “Bottega di Comunità H24”, un modello innovativo di negozio di prossimità sempre aperto nei borghi appenninici .I punti vendita si basano su vending machine intelligenti, sicure e fruibili in completa autonomia. Un sistema di telemetria e una logistica centralizzata garantiscono rifornimenti puntuali, assortimenti ottimizzati e continuità di servizio, permettendo di preservare l’accesso ai beni essenziali, valorizzare le filiere locali e offrire ai Comuni un presidio di prossimità moderno e sostenibile.
Ad aggiudicarsi il secondo premio pari a 20.000 euro, è stata Arianna De Lisa, per il progetto “MOLisEhere”,che intende sviluppare prodotti per il benessere e la salute – cosmetici, cosmeceutici, integratori alimentarie nutraceutici naturali – valorizzando le varietà antiche di mele delle aree appenniniche molisane (come la Sanguigna, Limoncella, Annurca, Gelata e Zitella) e recuperando le risorse inutilizzate quali scarti dell’industria agroalimentare. L’idea integra ricerca scientifica, valorizzazione del territorio e impatto sociale con la volontà di promuovere la biodiversità agricola e lo sviluppo sostenibile delle aree interne appenniniche, basandosi su un modello di economia circolare.
Terzo premio di 10.000 euro a Mariapia Muccigrosso, con il progetto “Immersitaly”, che promuove esperienze culturali immersive e digitali nei borghi: stazioni interattive in loco con percorsi guidati da realtà mista, audio spaziale e proiezioni che danno vita a storie e memorie, attivano giochi e missioni, e orientano l’esplorazione. Gli strumenti sono concreti: contenuti curati, waypoint tridimensionali, testi e illustrazioni interattive, piccole scenografie. L’azienda co-progetta con enti e comunità, forma gli operatori e garantisce continuità di servizio e manutenzione. Così i visitatori vivono esperienze inclusive, i gestori hanno un presidio operativo e il territorio trattiene valore nel tempo, con dati utili per migliorare e programmare.
Con l’obiettivo di valorizzare e rafforzare il tessuto economico e sociale esistente sull’Appennino abruzzese, nell’ambito di Progetto Appennino si sono svolti anche “Vitamine in Azienda”e “Imprese in rete”, che hanno coinvolto complessivamente 17 aziende del territorio del GAL Alto Molise e della SNAI dell’Alto e Medio Sannio.
In particolare, sono 14 le imprese che hanno partecipato al percorso di accelerazione “Vitamine in azienda”, dislocate tra i comuni di Castel del Giudice e Agnone, ma anche a Carovilli, Chiauci, Frosolone e Termoli, e attive in particolare nei settori del turismo, dell’agricoltura, dell’artigianato, della cultura e dei servizi. Si tratta di Caseificio Di Nucci, Società Agricola Melise, Panificio – Pasticceria Alto Molise, I Sapori Del Tratturo, Casa Frezza, Museo Marinelli, Teatro Italo Argentino Associazione Culturale, Artemisia Cooperativa di Comunità, Molise Wow, Onesa, Vello, Vagare, Cooperativa di Comunità Terramea e Cerris Park.
“Imprese in rete” ha accompagnato invece la nascita di due progetti di collaborazione: una rete di servizi socio-sanitari, che sul territorio di Agnone, Capracotta e Castel del Giudice possa sviluppare un sistema integrato di servizi di prossimità, complementare a quello pubblico, capace di rispondere ai bisogni crescenti di una popolazione fragile e in progressivo invecchiamento, e una rete a Castel del Giudice per coordinare e ampliare l’impatto di quattro realtà già attive sul territorio, costituendo una vera e propria infrastruttura sociale e culturale.













