A pochi giorni dall’80° anniversario del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 — quella storica alba della Repubblica che consegnò agli italiani il diritto di scegliere il proprio destino — da Poggio Sannita arriva una storia che profuma di memoria, dignità e amore per la democrazia.
È il racconto luminoso della signora Antonia Antinucci, per tutti semplicemente “z’Antonietta”, 101 anni compiuti e uno sguardo ancora acceso dalla stessa fierezza che animò la generazione chiamata a ricostruire l’Italia dalle sue macerie morali e materiali.
Domenica scorsa, con passo lento ma deciso, elegante nel portamento e nell’animo, z’Antonietta si è recata alle urne per partecipare all’elezione del sindaco e del consiglio comunale del suo paese. Un gesto semplice solo in apparenza, ma che custodisce il valore profondo di una testimonianza civile rara e preziosa.
Nel suo volto segnato dal tempo sembravano riflettersi le stagioni della storia italiana: la guerra, la rinascita, le speranze del dopoguerra, il primo voto delle donne, la conquista della libertà democratica. E proprio quella stessa determinazione al cambiamento, quella fede ostinata nel futuro che nel 1946 spinse milioni di italiani verso le urne, continua oggi a vivere nel cuore di questa donna straordinaria.
La sua presenza al seggio non è stata soltanto un atto di partecipazione politica, ma un gesto capace di ricordare alle nuove generazioni che la democrazia non è mai un’abitudine scontata: è una conquista quotidiana, fatta di memoria, responsabilità e appartenenza.
E il suo esempio diventa un un invito a non dimenticare le radici della libertà.












