Contrastare una delle più gravi minacce per la biodiversità dell’Appennino attraverso la prevenzione, l’informazione e la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico in programma giovedì 7 agosto, alle ore 18, in piazza Belprato ad Anversa degli Abruzzi, promosso dall’Oasi WWF e Riserva Naturale Regionale “Gole del Sagittario” per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uso illegale del veleno contro la fauna selvatica.
L’iniziativa vedrà la partecipazione del sindaco Aurora Tarulli, del comandante della Regione Carabinieri Forestale “Abruzzo e Molise”, colonnello Giuseppe Lopez, del direttore Affari Legali e Istituzionali del WWF Italia Dante Caserta, della delegata WWF Italia per l’Abruzzo Filomena Ricci e della direttrice della Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF “Gole del Sagittario” Sefora Inzaghi.
Il ricorso a esche e bocconi avvelenati continua a rappresentare una pratica criminale dalle conseguenze devastanti. Oltre a colpire indiscriminatamente animali selvatici e domestici, costituisce infatti un serio pericolo anche per la salute pubblica e per gli equilibri degli ecosistemi. Un rischio ribadito anche dal Ministero della Salute che, con l’ordinanza dell’8 agosto 2025, ha confermato il divieto di utilizzo e abbandono di esche avvelenate, sottolineando la necessità di rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto.
Secondo il WWF, però, il solo divieto non basta. Servono controlli più capillari, investimenti nella prevenzione e un sistema sanzionatorio capace di scoraggiare efficacemente chi ricorre a queste pratiche illegali.
Il fenomeno assume un peso ancora maggiore in Abruzzo, territorio che ospita alcune delle specie più preziose e vulnerabili della fauna italiana, come l’orso bruno marsicano, il lupo appenninico e il grifone. Negli ultimi anni diversi episodi di avvelenamento hanno interessato anche aree protette della regione, confermando come il veleno rappresenti una delle principali minacce per la conservazione della biodiversità.
Resta ancora vivo il ricordo del drammatico episodio dello scorso aprile, quando una ventina di lupi furono trovati morti nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle aree limitrofe, una vicenda che ha profondamente colpito il mondo ambientalista e le comunità locali.
Proprio in seguito a quei fatti, le principali associazioni ambientaliste hanno avviato un confronto con i vertici dei Carabinieri Forestali per costruire un percorso condiviso di prevenzione e sensibilizzazione. L’appuntamento di Anversa degli Abruzzi rappresenta una delle prime occasioni pubbliche nate da questo impegno comune, con l’obiettivo di rafforzare la rete di collaborazione tra enti, associazioni, forze dell’ordine e cittadini.
Il messaggio rivolto alla popolazione è chiaro: la tutela della natura passa anche attraverso la partecipazione attiva di chi vive e frequenta il territorio. Escursionisti, residenti e turisti possono diventare preziosi alleati segnalando tempestivamente alle autorità competenti eventuali bocconi sospetti o carcasse di animali che potrebbero essere state avvelenate.
Essere sentinelle dell’ambiente significa contribuire concretamente alla difesa di un patrimonio naturalistico unico, preservando specie simbolo dell’Appennino e contrastando comportamenti criminali che mettono a rischio non solo la fauna selvatica, ma anche la sicurezza delle persone e l’equilibrio degli ecosistemi.















