Un incontro istituzionale urgente per affrontare il tema della presenza dei lupi nelle aree rurali e nei territori a ridosso delle aziende zootecniche.
È quanto chiede il Cospa Abruzzo, che ha inviato una formale richiesta al Prefetto dell’Aquila, coinvolgendo anche i sindaci di Ofena, Antonio Silveri, e di Capestrano, Antonio Alfonso.
La richiesta nasce, secondo quanto riferito dall’organizzazione, da un recente episodio avvenuto in un’azienda zootecnica situata nelle vicinanze di Ofena, dove un attacco attribuito a un branco di lupi avrebbe provocato la morte di otto pecore, mentre altri animali sarebbero stati portati via.
A preoccupare il Cospa, però, non sarebbe soltanto il danno subito dagli allevatori. Nella lettera, firmata da Dino Rossi, viene
raccontato anche un episodio avvenuto successivamente, quando alcuni esemplari sarebbero tornati nell’azienda per un nuovo attacco.
«Verso le 11 mi trovavo di passaggio in quella azienda – riferisce Rossi nella missiva – alcuni lupi avevano fatto ritorno per sferrare un altro attacco». Secondo il racconto, l’esponente del Cospa si sarebbe avvicinato agli animali, riuscendo infine ad allontanarli.
Da qui la richiesta di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni sulla gestione della specie e, in particolare, sulla presenza di esemplari che il Cospa considera problematici perché avrebbero perso la naturale diffidenza nei confronti dell’uomo.
«Servono interventi prima che accada qualcosa di irreparabile»
Nella lettera il Cospa esprime forte preoccupazione per la sicurezza nelle zone abitate e agricole, chiedendo alle autorità di intervenire tempestivamente.
L’organizzazione richiama anche alcuni episodi di aggressioni a persone attribuiti alla presenza di lupi, citando casi avvenuti in Abruzzo e in altre località italiane. Su questo punto, tuttavia, le circostanze e la dinamica dei singoli episodi richiedono verifiche puntuali da parte delle autorità competenti.
Il tema della possibile interazione tra lupi e persone resta infatti particolarmente delicato, soprattutto quando la presenza degli animali interessa aree frequentate quotidianamente da residenti, allevatori e bambini.
Per il Cospa, la questione non può essere affrontata esclusivamente attraverso iniziative informative sulla pacifica convivenza tra uomo e lupo, ma deve tenere conto anche dei casi in cui gli animali mostrino comportamenti ritenuti anomali o rappresentino un rischio concreto per gli allevamenti e, secondo l’organizzazione, per la sicurezza pubblica.
Nella richiesta al Prefetto, il Cospa richiama inoltre l’articolo 16 della Direttiva Habitat, sottolineando la possibilità, in determinate condizioni, di derogare alle disposizioni di tutela della specie.
La normativa europea prevede infatti specifiche deroghe al regime di protezione quando non esista un’altra soluzione soddisfacente e purché la deroga non comprometta il mantenimento della popolazione della specie in uno stato di conservazione favorevole. Tra le motivazioni previste rientrano anche la prevenzione di gravi danni agli allevamenti e la tutela della sanità e della sicurezza pubblica.
Su questo presupposto, il Cospa sostiene che la Regione Abruzzo, previo coinvolgimento degli organismi scientifici competenti e nel rispetto della normativa vigente, potrebbe valutare un eventuale piano di gestione e contenimento degli esemplari considerati problematici.
Cospa manifesta inoltre dubbi sull’efficacia delle sole catture e chiede che vengano valutate tutte le soluzioni consentite dall’attuale quadro normativo.
Un ulteriore elemento evidenziato nella lettera riguarda la consistenza numerica della popolazione di lupo sul territorio nazionale.
Rossi sostiene la necessità di disporre di dati aggiornati e attendibili sulla presenza della specie, ritenendo indispensabile una fotografia precisa della situazione prima di definire qualsiasi politica di gestione.
La richiesta si conclude quindi con l’invito a convocare un tavolo istituzionale con tutti gli organi interessati, nel quale affrontare il problema della presenza dei lupi nelle aree boschive e nei pressi degli allevamenti.
L’obiettivo indicato è quello di individuare misure capaci di tutelare contemporaneamente gli allevatori, il patrimonio zootecnico e la sicurezza delle comunità locali, nel rispetto della normativa nazionale ed europea sulla protezione della specie.
La richiesta è stata protocollata a Ofena il 31 agosto scorso.
















