Oggi funziona così, come si può vedere e non sapendo dare una risposta precisa al pressante dilemma l’ho chiesto all’Intelligenza Artificiale.
Gli ho messo davanti questa foto, fresca di giornata, per quanto concerne la nuova segnaletica che contempla il traffico all’uscita della rotatoria sulla S.S. 17, e indirizza la viabilità a metà Variante di Roccaraso; gli ho detto che a sinistra c’è il paese e a destra, da poco tempo, si è arrivati ad un complesso di abitazioni di cittadini residenti che assommano a circa 150, più del 10% della popolazione.
Gli ho poi rivolto la semplice domanda: queste 150 persone se vogliono andare a piedi in paese dove devono passare per rispettare le norme e soprattutto per attraversare la strada in sicurezza? Immagina addirittura un bambino che deve andare a piedi a scuola!
La risposta è stata lapidale e pure un po’ offensiva: “Ignorante! Non vedi che mancano le strisce pedonali e per di più un semaforo col pulsante?”
Cavolo non ci avevo pensato! E a questo punto c’è solo da augurarsi che nei prossimi giorni si completi la segnaletica e si adottino tutte le misure di sicurezza necessarie per consentire a chi, abitando ai margini del paese, non può non attraversare, purtroppo una strada statale a grande traffico.
La seconda domanda che ci si pone è questa: Ma se la Provincia ha ricostruito il ponte sul Torrente Rasine affiancando alla carreggiata stradale da una parte il passaggio delle biciclette e dall’altra quello pedonale, chi li percorre come farebbe poi ad andare dall’altra parte dove ci sono le case dei roccolani e pure dei turisti? Se questo non fosse possibile dato il groviglio rotatorio e le sue propaggini stradali, allora a cosa è servito spendere soldi per i due percorsi di cosiddetta “mobilità dolce”, anzi dolcissima?
Quando tutta l’area che dalla Statale sale verso Pietransieri sarà colma di seconde case e queste case in determinati periodi si riempiranno è difficile immaginare cosa potrà accadere in termini di traffico automobilistico e ancor più pedonale.
Già oggi si vedono persone non solo attraversare la S. S. 17, ma seguirla nel suo percorso per raggiungere il centro abitato.
Roccaraso non finisce di mostrare tutte le sue carenze e tutta la sua impreparazione a condurre uno sviluppo abnorme e perciò stupido e malefico del suo rilancio turistico programmato con la costruzione di centinaia di appartamenti.
Se questa è la strada da percorrere allora la segnaletica sulla Variante è tutta da rifare, bisogna disegnarla interamente come una zebra. E il grande traffico veicolare dove passerebbe? È storia vecchia e tutti i nodi sono arrivati al pettine.
Mi torna in mente “Roccaraso città giardino” inventata dal compianto Sindaco Camillo Valentini, che aveva immaginato una grande area verde al centro del paese, realizzando un tunnel sotto il Viale Roma. Non se ne fece nulla.
Ma adesso il problema si ripropone in misura di gran lunga superiore. Roccaraso tra non molto raddoppierà se stessa e la Statale che la divide a metà costituirà il pericolo numero uno.
Non è pressante l’iniziativa di realizzare la funivia “3 Esse” per raggiungere i campi di sci dell’Aremogna, in presenza già di due strade che la collegano e la neve che quasi più non le ricopre per via del clima che ci avvolge (leggi a tal proposito l’articolo precedente).
È indispensabile e di vitale importanza risolvere quello che già oggi si sta rivelando quasi un incubo per coloro che vivono dall’altra parte e per il momento ne sono circa 150 di cittadini che aspettano di poter passare liberamente e in sicurezza.
E allora perché, andando incontro alla cosiddetta “Mobilità dolce” non si richiedono i fondi necessari per costruire un tunnel di circa un chilometro? Chi sta dall’altra parte probabilmente manderebbe i figli a scuola anche in bicicletta… neve permettendo.
Ugo Del Castello

















