Si è svolta oggi la prevista ottava udienza presso il Tribunale di Avezzano del procedimento penale contro Leombruni Andrea per l’uccisione dell’orsa Amarena. La Giudice dr.ssa Anna Cuomo, dopo aver preso atto della presenza delle parti (Appennino Ecosistema era presente come parte civile, con il suo Presidente Bruno Petriccione (foto) e con l’avv. Chiara Tozzoli), ha dovuto sospendere l’udienza a causa dello sciopero degli avvocati penalisti, convocando una nuova udienza predibattimentale per il giorno 22 gennaio 2027 alle ore 10:30.
Su richiesta della Giudice, l’avvocato della difesa ha preannunciato che chiederà l’attivazione del rito abbreviato condizionato. Si tratta di un procedimento penale speciale che prevede di saltare la fase del dibattimento, permettendo al giudice di decidere basandosi esclusivamente sulle prove e sui documenti raccolti durante le indagini della Polizia Giudiziaria e contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero, senza sentire testimoni in aula e senza acquisire le prove in contraddittorio, come avviene invece nel rito ordinario.
I tempi del processo si riducono così drasticamente. Per la difesa, la scelta è conveniente quando gli elementi di prova raccolti dall’accusa sono solidi e non vi è la possibilità di smentirli efficacemente in dibattimento con nuovi testimoni o perizie. In caso di condanna, comunque, la pena stabilita dal giudice è ridotta di un terzo per i delitti e della metà per le contravvenzioni. “Si tratta quindi – dichiara il Presidente di Appennino Ecosistema Bruno Petriccione – di una scelta difensiva in qualche modo di “resa” da parte dell’imputato, resosi evidentemente conto di una probabile condanna nei suoi confronti”.
Durante l’udienza del 22/01/2027, la Giudice dovrà dunque fissare, finalmente, la data della prima udienza dibattimentale, la prima di questa seconda tornata, dopo i numerosi errori procedurali che hanno segnato questo procedimento fin dal dicembre del 2024.
“La forza della costituzione di parte civile è rappresentare animali, piante ed ecosistemi, non i soci delle Associazioni – dichiara ancora Petriccione – ribadiamo che ci ergiamo a tutori della fauna selvatica e degli ecosistemi, perché il danno arrecato dall’accaduto non riguarda solo la nostra Associazione ma gli animali, le piante e l’ecosistema nel suo complesso. Noi parliamo a nome di chi non può farlo”.
Nel procedimento penale contro Leombruni Andrea per l’uccisione dell’orsa Amarena (avvenuta il 1° settembre del 2023 a San Benedetto dei Marsi) Appennino Ecosistema è presente come parte civile, insieme agli altri 24 soggetti ammessi come parti civili nell’udienza del 5 giugno scorso.
L’Associazione Appennino Ecosistema, infatti, fa parte della Global Alliance for the Rights of Nature (GARN), un’alleanza internazionale di centinaia di esperti, associazioni e istituzioni impegnati a far riconoscere i diritti della Natura come soggetto giuridico da rispettare in quanto tale (https://www.garn.org/our-members/).
In questo senso, l’Associazione si propone come “tutore” degli interessi dell’orso bruno marsicano e dell’ecosistema appenninico, in attesa che anche l’ordinamento giuridico italiano gli conferisca i diritti soggettivi che meritano, dopo il primo passo compiuto nel 2022 con l’introduzione tra i principi fondamentali della nostra Costituzione della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, definiti più volte dalla Corte Costituzionale come “interessi pubblici di valore costituzionale primario ed assoluto”.

















