Nonostante un calo nel numero dei votanti, come egli stesso aveva annunciato in campagna elettorale, non è servito molto al sindaco uscente per agguantare il terzo successo. Sicuramente il fatto che Castel di Sangro sia cresciuta nel corso di questi ultimi anni rappresenta un elemento che ha giocato a favore di Angelo Caruso il quale, ricoprendo al contempo il ruolo di Presidente della Provincia de L’ Aquila, può godere di un’ ampia vetrina per dare visibilità alla sua persona.
In questa sede non farò un elenco delle cose positive che sono state realizzate nel corso dei due mandati precedenti, convinto che alcuni meriti vadano comunque riconosciuti. Ancor meno è mia intenzione soffermarmi sulle criticità con cui convivono tanti cittadini e fanno si che la situazione generale la potrei descrivere ricorrendo al detto: non è tutt’oro ciò che luccica.
Guardando ai promossi, la palma del più votato se l’è aggiudicata il vice sindaco uscente Franco Castellano che ha ottenuto poco meno di mille preferenze. La popolarità di cui gode, per tanti anni, prima di andare in pensione, è stato al comando della polizia municipale e l’impegno quotidiano profuso nel risolvere i problemi legati al decoro urbano, sono stati i fattori principali che hanno catalizzato il consenso. Poco più di cinquecento cittadini hanno voluto riconfermare la professoressa Raffaella Dell’ Erede per le sue iniziative in ambito sociale. Così come sono rientrati: Acconcia Enia, Cimini Anna Rita, Raffone Simon Luca e D’Ettorre Luciana. Mentre le due new entry rispondono ai nomi di Pallotta Piero e Sconciafurno Carlo. Purtroppo, nonostante la sua notorietà sulle pagine social è rimasta al palo Rina Di Carlo, la meno votata.
Bisogna riconoscere alla leader Michela D’ Amico, così come ai suo compagni di cordata la buona dose di coraggio considerando la forza dell’ altra lista “Continuità per il progresso”. Oltre a quello riservato alla dottoressa D’ Amico, saranno solo tre gli scranni del consiglio comunale sui quali andranno a sedersi gli eletti di “Comunità castellana”.
Guardando alla loro storia possiamo dire che si tratta di persone che hanno già dimostrato, ognuna nel proprio ambito professionale, di avere delle competenze. Il più giovane dei quattro è Ladislao Bezpalko, il più votato, che pure avendo un nome che rimanda ai Paesi dell’ est, è un castellano DOC, commercialista, quindi in grado di leggere il bilancio comunale e accorgersi se i fondi comunali vengono investiti nella maniera migliore.
L’ altra eletta risponde al nome di Maria Rema Buzzelli, che benché sia riuscita in passato a farsi apprezzare come conduttrice in un emittente locale, metterà a servizio della cittadinanza l’ esperienza maturata nel settore turistico. La tornata elettorale si conclude con i poco più di centottanta voti assegnati all’ ultimo degli eletti: Patrizio Guerrini che potremmo definire il promotore del progetto politico alternativo a quello di Caruso.
L’ assenza di elementi di rottura tali da far pensare a un ribaltamento della situazione conferma una sostanziale continuità. Sul fronte della maggioranza, il parterre restituisce un quadro che, grossomodo, ricalca quello del precedente Consiglio comunale.
Mentre, dopo l’esperienza di un’ opposizione blanda nelle precedenti legislature, questa volta – vuoi anche per ragioni personali da parte dei singoli consiglieri – dall’altra parte del banco, stando alle premesse, dovremmo trovarci davanti a persone capaci di alzare la voce ed esprimere la propria opinione che – mi auguro non sempre – per dirla con le parole di Fabrizio De Andrè, potrebbe andare in “direzione ostinata e contraria” rispetto a quella della maggioranza.
Piergiorgio Rocci













