Presso la Chiesa diocesana di Pescara-Penne, che ha come Patrono e speciale Protettore San Cetteo Vescovo e Martire, si sono celebrati i riti per le nuove investiture dei Cavalieri e delle Dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, per la Luogotenenza per l’Italia Centrale – Sezione Abruzzo e Molise.
Per le cerimonie dei Cavalieri è stata scelta la Cattedrale di San Cetteo, voluta da d’Annunzio e completata nel 1938, sorta dove un tempo si trovava una chiesa del XVII secolo. In stile romanico abruzzese, ospita la tomba di Luisa De Benedictis, madre del Vate, e il dipinto di San Francesco in adorazione del Crocifisso, dipinto nel 1649 da Giovanni Francesco Barbieri, noto come il Guercino.
La scelta di una cattedrale come quella di Pescara, concessa dal titolare, S.E. l’Arcivescovo Mons. Tommaso Valentinetti, è sicuramente legata all’importanza della cerimonia religiosa, ma anche alla prestigiosa storia dell’Ordine, che è parte integrante della vita stessa della Chiesa Cattolica Universale. Di questa lunghissima e gloriosa storia riportiamo qui solo alcuni brevi cenni.
Le origini dell’Ordine risalgono ai tempi della liberazione di Gerusalemme da parte di Goffredo di Buglione, capo delle milizie della Crociata, che, nell’ambito dell’ordinamento dato alle istituzioni religiose, militari e civili del territorio appena liberato dalla dominazione musulmana, costituì l’Ordine dei Canonici del Santo Sepolcro.
Questo antico Ordine accoglieva, tra i propri membri, non solo i Canonici Regolari (Fratres), ma anche quelli che erano chiamati Canonici Secolari (Confratres) e Sergentes.
Questi ultimi erano Cavalieri armati, scelti tra le milizie crociate per il loro valore e il loro impegno, che, abbracciata la regola di Sant’Agostino della povertà e dell’obbedienza, si erano impegnati specificamente nella difesa del Santo Sepolcro e dei Luoghi Santi, sotto il comando del Re di Gerusalemme, costituendone la milizia scelta.
Nel XIV secolo la Santa Sede ottenne dal Sultano d’Egitto, dietro il pagamento di un altissimo riscatto, che la custodia dei Santuari della Fede cristiana fosse affidata ai Frati Minori di San Francesco.
Nel 1996 il Sommo Pontefice San Giovanni Paolo II ha elevato la dignità dell’Ordine. Oggi l’Ordine è riconosciuto come Ente Centrale della Chiesa Cattolica. Questa qualifica, esplicitata nel nuovo Statuto approvato da Papa Francesco l’11 maggio 2020, definisce l’Ordine come istituzione pontificia e di diritto canonico, con personalità giuridica vaticana, posta sotto la protezione della Santa Sede.
Le caratteristiche principali sono: la natura, quale associazione pubblica internazionale di fedeli, laici ed ecclesiastici; la guida, affidata a un Cardinale Gran Maestro, Sua Eminenza Reverendissima Fernando Filoni, nominato dal Sommo Pontefice; e la gestione, affidata al Gran Magistero, con sede a Roma.
Scopo primario dell’Ordine è sostenere le attività caritative del Patriarcato Latino di Gerusalemme e della presenza cristiana in Terra Santa.
Condividendo profondamente le finalità e gli scopi dell’Ordine del Santo Sepolcro, sei aspiranti molisani, venerdì 25 e sabato 26 settembre 2026, hanno partecipato alle cerimonie della Veglia delle Armi e delle Investiture, secondo un rigido protocollo e un’antichissima tradizione.
La cerimonia della Veglia delle Armi, presieduta da Sua Eccellenza Reverendissima Grand’Ufficiale Monsignor Lino Fumagalli, Gran Priore della Luogotenenza, e con la quale gli aspiranti Cavalieri si sono preparati alla successiva investitura, si è svolta venerdì scorso alla presenza delle massime autorità dell’intera struttura gerarchica dell’Ordine: il Luogotenente per l’Italia Centrale, S.E. Cavaliere di Gran Croce Avv. Stefano Petrillo; il Preside della Sezione Abruzzo e Molise, Grand’Ufficiale dott. Salvino Gregori; il Delegato, Comm. dott. Giuseppe Alabastro, della Delegazione Campobasso-Isernia; i rappresentanti del Consiglio di Luogotenenza; numerosi Presidi delle Sezioni della Luogotenenza; nonché i Delegati e i rappresentanti di tutte le Delegazioni della Sezione Abruzzo e Molise.
Nel corso della cerimonia della Veglia sono state conferite anche le nuove insegne di grado ai neomossi, decretate da Sua Eminenza Reverendissima il Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Sono stati promossi a Grand’Ufficiale il Commendatore Salvino Gregorio e il Commendatore Marco Laureti; a Commendatore i Cavalieri Giuseppe Alabastro, Nicola Pietro Consilvio e Michele Danza.
Al termine della cerimonia, S.E. Dama di Gran Croce Anna Maria Munzi Iacoboni, Membro del Gran Magistero, ha guidato la preghiera speciale del Gran Maestro per la pace in Terra Santa. Momenti di forte emozione e partecipazione hanno coinvolto i fedeli presenti.
Sabato, prima della Santa Messa, si è svolta la cerimonia di Investitura, sempre presieduta da S.E. Rev.ma Monsignor Lino Fumagalli e alla presenza dei vertici dell’Ordine, con la lettura del Decreto di Investitura con il quale il Cardinale Gran Maestro ha nominato i Cavalieri e la Dama.
Per il Molise hanno ricevuto l’investitura i seguenti nuovi Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme: Luigi Colalillo, Roberto D’Aloisio, Giuseppe Daniele, Antonio De Maria, Giuseppe Marinelli, Ettore Scialpi.
Una cerimonia emozionante, per una scelta importante, quella vissuta dai nuovi Cavalieri, chiamati a dichiarare davanti al Celebrante la loro disponibilità con le parole: «Sono pronto».
La loro è una risposta a una domanda ben precisa posta dal Celebrante nel corso della cerimonia di investitura:
«Diventare Cavaliere o Dama significa dedicare con impegno la propria vita nel professare la fede di Cristo attraverso la testimonianza, la generosità e l’amore al Vangelo. Ciò implica mettere Gesù Cristo al centro della nostra esistenza e di ogni progetto personale, familiare e sociale. Vuol dire credere nella potenza redentrice della Croce e della Risurrezione per offrire speranza e pace al mondo e, particolarmente, alla Terra Santa di Gesù. Un vincolo antico, dunque, ci lega alla memoria perenne dei luoghi della Crocifissione, della Deposizione e della Risurrezione del Signore e alla carità pastorale della Chiesa in Terra Santa».
L’impegno dei nuovi Cavalieri è oggi particolarmente significativo, soprattutto per il Patriarcato Latino di Gerusalemme e per tutti i cristiani che vivono in quelle terre martoriate dalla guerra.
Per meglio condividere l’impegno che hanno assunto i nuovi Cavalieri, prendiamo spunto dal libro Tornarono a Gerusalemme con grande gioia di S.E. Rev.ma il Cardinale Pierbattista Pizzaballa:«La missione della Chiesa non è tracciare confini più stretti, ma mantenere le porte aperte, testimoniando un amore che non si arrende mai e che raggiunge anche chi è lontano, dubbioso o resistente».
La testimonianza dei cristiani va al di là dello sforzo politico o ideologico, ma ha a che fare con la rivelazione di Dio, anche dentro un conflitto armato. Ai nuovi Cavalieri e ai Promossi giungano gli auguri della nostra redazione.














